La verità sull’Abruzzo

Pino Inglese

ARCI. Se c’era bisogno, la conferma è arrivata. In Abruzzo la situazione è ancora maledettamente drammatica.

Se c’era bisogno, la conferma è arrivata. In Abruzzo la situazione è ancora maledettamente drammatica. Nel corso della Terza giornata di lavori al congresso nazionale Arci, in corso a Chianciano, la presidente del circolo dell’Aquila Marcella Bendoni ha parlato con la forza dei numeri. E della disperazione: 8000 aquilani hanno chiesto residenza altrove; 14.000 vivono nelle new town; 6000 sono ancora ospitati in alberghi sulle coste; 4000 vivono nei map (moduli abitativi provvisori); 4000 sono ospiti di parenti.
 
Siamo quindi molto lontani anche solo dalla prospettiva di ritorno alla normalità, e Bendoni ha raccontato quanto dolore provochi agli aquilani non poter percorrere i vicoli, le strade note, il proprio centro storico occupato dalle macerie e presidiato da militari in armi.
 
Ma l’Arci locale, pur non avendo più una sede, computer, telefoni, non si è persa d’animo, e grazie al lavoro di tanti volontari e ai fondi raccolti con la campagna di solidarietà lanciata a livello nazionale, è riuscita a essere presente in tutti i campi col suo Bibliobus, una vera e propria biblioteca itinerante; con un progetto di accoglienza per i migranti che sono lì per lavorare ma ai quali nessuno pensa di fornire un alloggio  e con attività ludico-ricreative rivolte ai bambini e ai ragazzi.
 
Proprio nei giorni scorsi, il vicesindaco dell’Aquila, Giampaolo Arduini, aveva denunciato: «Nonostante gli impegni presi dalla Protezione Civile, i campi utilizzati per le tendopoli dopo il terremoto del 2009 restano abbandonati a loro stessi. La situazione e’ rimasta ferma a novembre, quando la Protezione civile ha chiuso i campi».
 
Il vicesindaco ha aggiunto che le aree utilizzate per le tendopoli «sono ancora in mano alla Protezione civile, in quanto non abbiamo mai avuto comunicazioni ufficiali di riconsegna. Stiamo cercando finanziamenti per muoverci subito, perchè la procedura ordinaria di interventi è ben diversa da quella straordinaria».
 
Di qui la necessità di tirare in ballo il commissario per la ricostruzione, nonchè presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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