Nucleare, l’Iran contro «il ricatto americano»

Annalena Di Giovanni
Ahmadinejad.png

MEDIO ORIENTE. All’indomani del Nuclear security summit, Teheran ha presentato presso le Nazioni unite una protesta ufficiale per le “illegittime pressioni” sulle armi atomiche da parte degli Stati Uniti.

E’ in arrivo il contraccolpo iraniano. All’indomani del summit sulla sicurezza nucleare, l’evento voluto da Obama per discutere la messa in sicurezza dei materiali nucleari nel mondo a scanso di un possibile attacco terroristico, l’Iran ha presentato presso le Nazioni unite una protesta ufficiale per il «ricatto nucleare» da parte degli Stati Uniti. Il 6 aprile scorso infatti l’amministrazione Obama ha annunciato le nuove regole di ingaggio nucleare, che non si applicherebbero agli “Stati canaglia”: la Casa Bianca ha infatti stabilito di non poter usare armi atomiche - salvo come rappresaglia per un attacco nucleare - contro quei Paesi che ne siano privi o che comunque rispettino il Trattato di non Proliferazione, il che lascerebbe fuori sia Teheran che Pyongyang.
 
«I Paesi membri dell’Onu non possono tollerare o ignorare un tale ricatto nucleare nel XXI secolo: gli Stati Uniti, in maniera illegittima, hanno identificato un Paese non nucleare come bersaglio per le proprie armi atomiche e su questa base preparano dei piani militari», si legge in una lettera consegnata da Mohammad Khazai ambasciatore iraniano presso l’Onu. Teheran ha inoltre dichiarato che sabato si aprirà un controsummit sul nucleare, quello che vedrà gli alleati e i partner energetici della Repubblica Islamica riunirsi per discutere sul tema “energia nucleare per tutti, armi nucleari a nessuno”.
 
Se Obama stesso si è più volte dichiarato, ultimamente, «scettico» riguardo all’efficienza di nuovi provvedimenti contro l’Iran, Cina e Russia continuano a tenersi sul forse. Anche all’indomani del summit di Washington. La Cina necessita il gas e il petrolio iraniano, la Russia ha già chiarito di non voler firmare alcuna misura che limiti le esportazioni energetiche iraniane, cioè proprio quelle che le sanzioni dovrebbero colpire. Senza contare che un embargo sulle fonti energetiche andrebbe a danneggiare proprio la classe politica che l’Occidente vorrebbe veder salire al potere in Iran, quei riformisti come Hashemi Rafsanjani che sulle esportazioni di petrolio hanno fatto la propria fortuna.
Sul nucleare, insomma, niente di concreto. Ma intanto il successo c’è, a Washington, ed è quello del controllo contro l’acquisizione, da parte di cellule terroriste, di eventuali arsenali atomici. Un’eventualità ampiamente smentita da strateghi e analisti ormai da anni. Il mito poi della “ventiquattrore atomica” creato negli anni ’90 dal generale russo Lebed, riguardo a un’arma difficilissima da procurare, quasi impossibile da trasportare e dalla manutenzione proibitiva, crolla miseramente di fronte alla disorganizzazione di piccole cellule impazzite di jihadisti in stile Al Qaeda, frammentati in gruppi indipendenti. Perché un conto è dirottare un aereo, un altro far funzionare una testata nucleare.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31