Thailandia, fallito il tentato arresto del leader dei Rossi

Paolo Tosatti

ASIA. Tra gli applausi dei manifestanti e lo stupore della polizia, Arisman Pongruengrong è fuggito dal balcone della stanza al terzo piano dell’hotel nel quale risiedeva. Forte l’imbarazzo delle autorità.

Dalla piazza a una “ritirata strategica” che non ha niente da invidiare a una scena d’azione di un film bollywoodiano. La protesta delle Camicie rosse in Thailandia prende pieghe inaspettate. Arisman Pongruengrong, uno dei leader più irriducibili dell’Udd, lo United front for democracy against dictatorship, è sfuggito a un blitz delle forze dell’ordine calandosi con una corda dal terzo piano del balcone dell’hotel dove soggiornava, accolto in strada da decine di sostenitori in delirio per la rocambolesca fuga e la beffa ai danni della polizia. Insieme a lui sono si sono sottratti alla cattura altri cinque esponenti del Fronte. 
 
L’operazione era stata decisa dal governo del primo ministro Abhisit Vejjajiva per tentare di decapitare il movimento popolare che, fedele all’ex premier Thaksin Shinawatra, deposto con un golpe militare incruento nel settembre del 2006, da cinque settimane protesta contro l’esecutivo.
 

L’Udd accusa Vejjajiva di essere salito al potere grazie all’appoggio dei generali e chiede nuove elezioni generali per il Paese. Intorno alle 9 del mattino Arisman, ex cantante pop che ha guidato alcune tra le più audaci azioni delle Camicie rosse, compreso l’assalto al Parlamento della settimana scorsa, è stato sorpreso dall’arrivo di un reparto di agenti che ha circondato l’Sc Park Hotel, un albergo che rientra nella galassia di investimenti di Thaksin, nel quale l’uomo risiedeva. La voce del raid della polizia si è però sparsa tra i contestatori, accorsi in massa a dar man forte al loro leader. Mentre i manifestanti bloccavano le forze dell’ordine, Arisman ha potuto così calarsi con una corda dal balcone della camera che occupava. E come se la beffa della fuga non fosse sufficiente, alcuni poliziotti sono stati anche tenuti in ostaggio per qualche ora dalla folla galvanizzata, che li ha poi rilasciati incolumi. 
 
Imbarazzato per l’insuccesso dell’operazione, il vicepremier Suthep Thaugsuban ha spiegato che il blitz aveva come scopo quello di arrestare i leader del Fronte e sequestrate le armi che secondo le informazioni in possesso della polizia nascondevano nell’albergo.
 
«L’incursione non è andata a buon fine», ha dichiarato Panitan Wattanayagorn, portavoce dell’esecutivo, «ma presto procederemo con gli arresti. Stiamo solo aspettando una relazione dettagliata dal nostro team».

Dopo gli scontri che sabato scorso hanno provocato 24 morti e quasi 900 feriti, il governo ha accusato non meglio specificati «terroristi» di aver provocato le violenze, promettendo un giro di vite sulla sicurezza. Le autorità hanno emesso 24 mandati di arresto contro altrettanti capi delle Camicie rosse. Ad oggi però nessuno dei leader è stato catturato.  

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31