Verdi, ora un patto federativo col Pd
VERDI. Le ultime elezioni regionali per i Verdi sono da considerarsi come un punto di partenza da cui far risorgere un progetto ambientalista nazionale.
Le ultime elezioni regionali per i Verdi sono da considerarsi come un punto di partenza da cui far risorgere un progetto ambientalista nazionale. Certamente l’onda ecologista francese o tedesca in Italia non c’è stata ma è anche vero che sono stati eletti ben 4 consiglieri regionali Verdi e in altre tre regioni il Sole che Ride ha superato ampiamente l’1%.Al nord ci si è avvicinati a questo risultato. Insomma per un simbolo che dal 2006 era scomparso dalle schede elettorali, compromesso da attacchi esterni ed interni, confluito in vari cartelli elettorali e politici si tratta di un risultato importante tenendo conto che molti ex esponenti del nostro partito si sono candidati in altre liste creandoci non pochi problemi di consenso e di credibilità. Ora la domanda è: come utilizzare questo nuovo gruzzoletto di consenso? è utile mantenere in vita questo partitino?
Credo che il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli in queste elezioni abbia fatto un piccolo miracolo riuscendo a rimettere in piedi una vera rete ambientalista in soli 5 mesi, Cioè da quando è stato eletto a Fiuggi per riesumare un cadavere politico che già puzzava. Ha reso credibile di nuovo un simbolo storico che oggi non viene più visto in termini negativi dalla gente. Certo bisognerà lavorare molto per riportarlo ai risultati di anni fa (che comunque ci ancoravano sempre intorno al 2%) e soprattutto a ricostruire una rete di dirigenti e militanti seri e motivati. La Costituente ecologista può essere un percorso utile ma ad una sola condizione che chi entra a farne parte non porti la propria immagine ma militanti e strutture organizzative altrimenti si tratterebbe di una mera operazione mediatica di cui non abbiamo bisogno.
Che senso ha realizzare percorsi comuni con associazioni ambientaliste che non ci danno candidati e spesso neanche ci votano? Che senso ha realizzare accordi programmatici con soggetti virtuali che alla prova dei fatti sul nostro simbolo non investono né elettoralmente né economicamente? Personalmente ritengo che se vogliamo tenere in vita il nostro simbolo e le nostre idee, che indipendentemente da noi sono il presente e il futuro per l’Italia e per l’intero pianeta, dobbiamo capire il contesto politico in cui ci muoviamo oggi.Per questo, salvaguardando le autonomie locali delle federazioni regionali, bisogna aprire un nuovo ragionamento con il Partito democratico per verificare la possibilità di un accordo strategico nazionale.
Una sorta di patto federativo che consenta ai Verdi di poter portare tramite i parlamentari del Pd le proprie battaglie in parlamento e soprattutto che chiarisca subito una nuova alleanza che parta da lontano in vista delle prossime politiche. Inutile girarci attorno: senza il Pd non esiste una realistica possibilità di creare un’alternativa di governo al centro destra e quindi di rimettere al centro dell’agenda politica del nostro paese la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo eco-sostenibile. Dobbiamo essere all’altezza delle sfide che ci attendono senza piegare la testa ma guardando al futuro con realismo.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







Commenti
Sia per il mio modo di essere
Sia per il mio modo di essere sia per com'è l'attuale PD, credo sia meglio che i Verdi facciano da soli, federandosi eventualmente con altri: si avrebbero risultati migliori