Alla fine scoppia la pace. Il clima unisce Evo e il papa

Susan Dabbous
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DIPLOMAZIA. Benedetto XVI riceve Morales. Il presidente socialista consegna al pontefice l’accordo dei popoli siglato a Cochabamba. E suggerisce di democratizzare il clero con donne sacerdoti e l’abolizione del celibato.

Bolivia e Santa Sede insieme per il clima. L’insolita alleanza si è suggellata ieri a Roma non senza contraddizioni. Il presidente Evo Morales è stato ricevuto alle 11 del mattino in Vaticano da papa Benedetto XVI, il colloquio privato è durato 25 minuti. Tre i temi principali: la democratizzazione della Chiesa, la protezione degli ecoprofughi affinché non vengano più respinti, ed una prossima visita del Papa in Bolivia, per mettere fine, una volta e per tutte, alle discrepanze tra il leader socialista e anticapitalista Morales e le gerarchie ecclesiastiche. In loco quest’ultime «hanno espresso spesso pareri politici più che religiosi», ha lamentato il presidente.
 
Con un fare decisamente insolito per il protocollo vaticano, Morales ha consegnato un documento nelle mani del Papa in cui suggerisce, in qualità di «umile membro della Chiesa cattolica di base», come rendere l’istituzione religiosa più democratica e trasparente. «La Chiesa – ha affermato il presidente durante la conferenza stampa all’Hotel Bristol a Piazza Barberini, dove ha pernottato, - non deve negare una parte fondamentale della nostra natura di esseri umani e deve abolire il celibato. Così avrà meno figli non riconosciuti dai loro padri. Allo stesso modo - ha poi aggiunto - bisogna proteggere i nostri bambini da chi si avvale di una toga per abusarne. Chi commette queste atrocità pecca e delinque». Un altro suggerimento «per la democratizzazione» riguarda la parità di genere: Morales chiede di concedere anche alle donne il diritto «di esercitare il sacerdozio».
 
Nessuna reazione su questi rivoluzionari temi è stata espressa ufficialmente dalla Santa Sede, mentre pieno accordo è stato trovato sulla battaglia per la difesa dell’ambiente. Il presidente boliviano ha consegnato nelle mani del papa il documento finale della Conferenza mondiale dei popoli sui cambiamenti climatici e i diritti della Madre Terra che si è tenuta a Cochabamba, in Bolivia, dal 19 al 22 aprile scorso. Ma qual’è il contributo che la Chiesa può dare nella lotta al global warming? «Dopo aver ascoltato il messaggio del papa – ha spiegato il presidente a Terra – ho capito che il santo padre è un alleato naturale dei movimenti sociali del mondo, grazie alla sua lotta per la difesa della vita, della terra e dei migranti. Inoltre - ha aggiunto – grazie al suo enorme potere, la chiesa potrebbe obbligare alcuni paesi ricchi non solo a rinnovare ma anche ad applicare il protocollo di Kyoto».
 
Tra i principi espressi dall’accordo dei popoli a Cochabamba, oltre a stabilire il tetto di un grado all’innalzamento della temperatura terrestre entro il 2100 (e non di due come previsto a Copenaghen) si introduce il concetto di «decolonizzazione dell’atmosfera» da parte di chi l’ha troppo inquinata fino ad ora. Un «referendum mondiale sui cambiamenti climatici» invece viene suggerito, dal documento, come uno strumento legale affinché siano i cittadini a decidere «di quanto ridurre le emissioni di gas a effetto serra».
 
Sullo sfondo dell’incontro restano comunque dei dubbi sulla cattolicità di un presidente indio che, dal punto di vista della tradizione occidentale, sembra trattare la Terra più come una divinità autonoma che come il creato di un Dio monoteista che pone l’uomo al centro dell’universo. «La vera sfida di questo nuovo millennio per difendere i diritti umani – ha affermato Morales - è difendere i diritti della Madre Terra».
 
Tra questi vi sono il diritto a rigenerarsi secondo i propri cicli produttivi, libera dall’alterazione umana, il diritto a non essere geneticamente modificata né contaminata da rifiuti tossici e radioattivi. «Anzi, dirò di più - ha poi rilanciato - i diritti della Madre Terra sono più importanti di quelli individuali, perché quando li difendiamo tuteliamo l’umanità e la vita nel suo insieme».
 
Soddisfatto del suo incontro, Evo Morales è volato a Madrid dove oggi partecipa al Summit tra Unione europea e Paesi dell’America Latina, occasione in cui non mancherà di rinnovare il suo messaggio per la lotta, ormai benedetta, ai cambiamenti climatici.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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