Allarme discariche a Bacoli
RIFIUTI. Si susseguono i ritrovamenti di depositi abusivi e sversamenti di liquidi inquinanti. La denuncia dell’associazione “Freebacoli”.
Dalle spiagge dei Campi Flegrei fino alle colline dei Camaldoli è emergenza per lo sversamento illegale di rifiuti tossici. Risale a domenica scorsa la preoccupante scoperta ad opera di due attivisti di Bacoli, a pochi passi dalla pista ciclabile: uno scarico abusivo appena nascosto dalla vegetazione diffondeva liquami maleodoranti nel Lago Miseno, ed ora saranno l’Arpac e l’Asl a condurre le analisi necessarie a descrivere l’origine di quei rifiuti che, a detta dei carabinieri, sembrano essere di natura chimica.
A farsi portavoce della denuncia è il progetto “Freebacoli”, a cui appartiene l’attivista che ha accompagnato le forze dell’ordine fino allo scarico sommerso: sorpresi dal tanfo e dalle esalazioni mefitiche, la ricognizione ha condotto fino ad una pozza composta da materiali plastici e schiume sospette.
«Erano le 19:30 di domenica 9 Maggio - spiega il ragazzo - quando a circa 300 metri dall’inizio della pista ciclabile, partendo dalla centralissima villa di Bacoli, tra sedie di plastica a far da fondale, cartacce e detriti di vario genere candidamente adagiati lungo le sponde, era possibile imbattersi in uno scarico che sversava in acqua materiale oleoso. Sostanza di non chiara natura la quale, nel giro di poco tempo, si diffondeva sulla superficie, creando chiazze di notevoli dimensioni».
Il giorno dopo, ad un secondo sopralluogo, i carabinieri hanno riscontrato che l’acqua antistante la riva del lago era diventata completamente grigia. Si tratta di un lungo calvario per l’area flegrea in termini di crimini ambientali: “Freebacoli” denuncia anche lo stato di abbandono del Lago Fusaro, verso cui confluirebbero altri scarichi sospetti. In entrambi i casi l’inquinamento arriva fino all’ecosistema marino, data la prossimità di entrambi i laghi al litorale. Quindi si riapre l’allarme per la stagione turistica, flagellata l’anno scorso dal malfunzionamento del depuratore di Cuma, e ad essere inefficiente è soprattutto la manutenzione sia ordinaria che straordinaria per controllare le foci che collegano i bacini lacustri della zona direttamente al mare.
Nel settembre scorso presso il Lago Miseno si è verificata un’insolita moria di pesci, mentre le acque traboccavano mucillagine: questo a meno di 500 metri dalla frequentatissima spiaggia di Miliscola. L’ultima bonifica del lago risale a 10 anni fa, a causa del gravissimo stato di eutrofizzazione. Non suscita meno preoccupazione il triste episodio verificatosi nei dintorni di Rotondella, nell’area protetta del parco regionale dei Camaldoli, dove il titolare di un’azienda per la lavorazione dei marmi si è appropriato del terreno demaniale per farne un deposito di rifiuti abusivi: oltre ad usufruirne personalmente, ben 6 kmq di territorio comunale sono stati concessi dall’uomo ad altri imprenditori per lo stesso utilizzo.
Acque nere per l’espurgo dei pozzi, ma anche pneumatici, rifiuti speciali, scarti derivati dall’edilizia e dal giardinaggio: è questo il responso operato dalla guardia forestale, che ha condotto un’indagine sul misfatto. Ben nove avvisi di conclusione di indagine sono stati emessi dal pm Vincenzo Ranieri, mentre restano da stabilire le responsabilità del comune per quanto accaduto.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







