Austeri sì, ma senza esagerare

Betta Salandra

ECONOMIA. Ieri il commissario agli affari economici e monetari della Ue Olli Rehn, dopo una intensa due giorni con i ministri delle finanze europei, ha rassicurato i media specializzati con un «austeri sì, ma secono le possibilità di ogni paese».

Alla fine deve essere apparso chiaro anche a loro che l’austerità invocata stava per essere peggiore del male che doveva curare (i deficit eccessivi). Così ieri il commissario agli affari economici e monetari della Ue Olli Rehn, dopo una intensa due giorni con i ministri delle finanze europei, ha rassicurato i media specializzati con un «austeri sì, ma secono le possibilità di ogni paese». Lo spettro della recessione indotta da una serie di misure restrittive in tutte le capitali d’Europa aveva dominato gli umori nel finire della scorsa settimana.
 
Ieri invece, complice anche un tono meno negativo in Asia, il tono più “rilassato” ha permesso il rimbalzo delle prospettive di crescita e quindi un rimbalzo di euro, borse e materie prime. Anche gli Usa si sono, nella prima parte della giornata, concentrati sui dati positivi nel mercato dele costruzioni e sulle trimestrali di Home Depot e Wal Mart che indicavano una qualche ripresa del martoriato consumatore statunitense. 
 
Il messaggio della nuova linea “soft” è stato subito recepito dal ministro italiano Tremonti che ha profuso rassicurazioni sulle misure fiscali in arrivo da noi. Niente lacrime e tantomeno sangue. Nessuno stravolgimento al sistema pensionistico (sanno tutti che non ce n’è bisogno), ma senza escludere aumenti selettivi dell’età pensionabile. Per il resto il ministro promette di intaccare solo “sprechi” ed evasori. Una promessa che suonerà familiare alle orecchie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati di questo Paese.
 
Familiare suonerà anche l’invocazione di tagli severi ai costi della politica, visto che dal suo insediamento il centrodestra non li ha ridotti in alcun modo nonostante i proclami elettorali e la cospicua maggioranza parlamentare. La manovra di Tremonti però rischia di innescare fibrillazioni gravi nella maggioranza. Il federalismo fiscale, che ragionevolmente avrà un saldo netto negativo per il governo centrale (ovvero produrrà deficit) subirà probabilmente un ritardo nell’attuazione. Questo ha subito allarmato il leader della Lega Bossi.    

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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