Cgil allo sciopero generale
POLITICA. Epifani rompe gli indugi e annuncia la manifestazione «entro la fine di giugno» contro la manovra del governo. Marino, Pd: «Io parteciperò. Serve un’opposizione dura». De Magistris: «Mobilitiamoci».
Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ha annunciato che proporrà al direttivo della prossima settimana uno sciopero generale contro la manovra economica, da attuarsi «entro la fine del mese di giugno». La Cgil, dunque, ha deciso. E l’opposizione politica cosa ne pensa? «Io parteciperò certamente», risponde a Terra il senatore del Pd Ignazio Marino.
«Per quanto riguarda il mio partito, non ho l’autorità per decidere. Ma io credo che, così come ho sostenuto durante l’ultima assemblea nazionale del Pd, che la nostra opposizione debba essere molto ferma e rigorosa, in Parlamento e nel Paese». Il senatore fa l’esempio del provvedimento sulle intercettazioni: «Oggi (ieri, ndr) abbiamo tenuto in Aula i parlamentari del centrodestra dalle 9 alle 16 e ognuno di noi ha illustrato una legge che ritenevamo più importante. Un’occasione di opposizione che dovremmo ripetere più spesso».
Sulla manovra, Marino è tranchant: «Un provvedimento pessimo. Dobbiamo smascherare in ogni luogo una politica fallimentare che sosteneva che eravamo in piena risalita dalla crisi economica. In realtà si tratta di una manovra che colpisce le persone a reddito fisso e che sulla sanità interviene con una spinta che indebolisce il Servizio sanitario pubblico che, invece, proprio ora diventa ancora più prezioso». Spingendo così molti cittadini “tra le braccia” dei privati. Nell’opposizione, però, il contrasto alla manovra viaggia un po’ in ordine sparso.
Tra timidezze e pasdaran, una strategia comune ancora non s’intravede. L’entità della manovra economica da 24 miliardi di euro è stata definita «terribile», dal governatore della Puglia e leader di Sel Nichi Vendola. Di provvedimento «indecente» parla l’europarlamentare dell’Italia dei valori Luigi De Magistris: «Di questa manovra si parla troppo poco. Si taglia ai dipendenti pubblici e al solito ceto che paga le malefatte della politica».
E contro questa (solita) tagliola, l’opposizione, per il parlamentare europeo, appare troppo timida: «Leggo dichiarazioni di alcuni rappresentanti del Pd che sono inaccettabili. In questo partito c’è troppa timidezza. Per non parlare dell’Udc...». è il caso di pensare ad un grande “serrate le fila” per l’intero corpus d’opposizione, politica e sociale? «Certo, si può provare a ragionare insieme per promuovere una grande mobilitazione», osserva De Magistris.
Un solco, quello tra le forze di centrosinistra, che un po’ allarma il segretario democratico Bersani. Che, proprio ieri ha lanciato un appello: «Di fronte alle condizioni in cui versa il paese - ha detto - le opposizioni devono sentire la responsabilità di accorciare le distanze tra di loro e di offrire un’alternativa unitaria al governo».
Il leader Idv Di Pietro, intanto, usa tutt’altri toni: secondo l’ex pm, infatti, altro che confronto col governo: «Tutte le vere opposizioni debbono battersi contro questa manovra e per le dimissioni del governo». Sostanzialmente d’accordo il resto del fronte d’opposizione come Verdi, Pdci-Prc. E ora arriva la scossa dello sciopero generale. Che, probabilmente, non sarà l’ultima.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







