Cgil-Cisl-Uil, pace fatta

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Manuele Bonaccorsi da Rimini
SINDACATO. Al 16° congresso della Cgil il segretario Epifani rimprovera la platea per i fischi a Bonanni e Angeletti. Che possono così intervenire senza contestazioni. A Rimini va in onda la ricucitura della triplice.

Rischi vietati, al congresso Cgil. Alle 12,20, al Palacongressi di Rimini dove si svolge il 16° congresso del sindacato “rosso”, il segretario Guglielmo Epifani si alza dal tavolo della presidenza per ringraziare Armando Cossutta, presidente dell’Anpi, che ha appena concluso il suo intervento.
 
E con un colpo di scena, fuori dal rituale secondo il quale l’intervento del segretario si svolge solo all’inizio del congresso, va al microfono e parla alla platea. «Voglio chiedere qui scusa a Luigi e Raffaele per i fischi che hanno ricevuto ieri. L’ho già fatto personalmente, voglio ripeterlo oggi davanti a tutti». Tra gli applausi Epifani lascia il microfono a Luigi e Raffaele, che altro non sono che i segretari della Uil, Angeletti, e della Cisl, Bonanni. 
 
Ossia “cugini” del sindacato confederale, divenuti aspri avversari nelle querelle (modello contrattuale e arbitrato su tutte) che negli ultimi due anni hanno determinato l’isolamento della Cgil. L’altroieri nella sua relazione Epifani aveva chiesto ai suoi colleghi–nemici di riaprire il dialogo, nonostante la cattiva accoglienza loro riservata dai delegati Cgil (fischi e qualche grida “vergogna”). Dopo la “strigliata” alla platea di Epifani, ieri Bonanni e Angeletti hanno raccolto l’invito del segretario Cgil, intervenendo come ospiti al congeresso di Rimini. Senza ricevere fischi. Al massimo qualche brusio di disappunto, quando Angeletti, parlando a braccio, ha arringato così i delegati:«l’accordo sul modello contrattuale ha funzionato, ha salvato i contratti nazionali». I delegati si agitano ma rispettano l’”ordine” di Epifani.
 
«Non è mai accaduto di rinnovare tanti contratti senza scioperi. Accordi così buoni che li avete sottoscritti anche voi» infierisce Angeletti. Qualcuno in platea scuote la testa, lascia  cadere le braccia. Ma ancora nessun fischio. 
 
Un attento e nervoso silenzio accompagna anche le parole di Bonanni:«non c’è alternativa al rapporto tra noi tre, tra Cgil, Cisl e Uil , che sono il pilastro per i tempi futuri», dice il leader Cisl  Bonanni guardando dritto Epifani. Poi, il segretario Cisl, apre sul “piano straordiano del lavoro”, il programma di investimenti pubblici proposto il giorno prima da Epifani e subito respinto duramente dal ministro Sacconi:«Il ministro non può ignorare che la classe politica non si è presa tutte le sue responsabilità, specie in una fase come questa, nella quale servono politiche keynesiane». 
 
E sul punto più caldo, i contratti:«non vedo problemi a ridiscutere il modello. In questi anni gestiremo insieme gli accordi e poi andremo alle necessarie modifiche». Pace è fatta, insomma:«l’importante è che ci si ascolti  reciprocamente, nel rispetto delle nostre differenze», conclude Bonanni. I delegati restano a bocca chiusa, applaudono docilmente. Epifani ha raggiunto il suo obiettivo: torna la Triplice dei sindacati. Se ciò sia una buona notizia, saranno i lavoratori a giudicarlo.