Dal palco rosso, il piano targato Cgil

Manuele Bonaccorsi
cgil.jpg

CONGRESSO. Il segretario uscente Epifani chiede al governo misure anti-crisi: «Siamo pronti ad armonizzare i rinnovi contrattuali del pubblico come una parte dei costi di questa scelta». Ma in sala c’è chi scuote la testa.

La Grecia non fa paura alla Cgil keynesiana, che ieri, con la relazione del segretario uscente Gugliemo Epifani, ha aperto il suo 16esimo Congresso nazionale. Dinanzi alla crisi, che in Italia ha prodotto la perdita di circa un milione di posti e che ieri in Grecia ha mostrato il suo volto più drammatico, la Cgil propone un piano straordinario per il lavoro, dal netto marchio socialdemocratico: investimenti produttivi, assunzioni nel pubblico impiego, riconversione ecologica dell’economia, piccole e diffuse opere infrastrutturali, riduzione delle imposte sul lavoro.
 
«Il caso della Grecia, le ondate speculative possono spingere a una convergenza verso politiche restrittive e orientate soltanto sul lato dell’offerta. Nella situazione italiana questa soluzione non è quello di cui il Paese ha bisogno», ha affermato Epifani nella sua relazione. Il vero problema, insomma, è il Pil, la crescita, e non il debito. Su questo, per Epifani, il governo deve intervenire subito, come hanno fatto tutti gli altri Paesi europei. Una richiesta che il segretario uscente accompagna anche con un’offerta precisa: «Di fronte a una disponibilità del governo a muoversi in questa direzione siamo pronti ad armonizzare i rinnovi contrattuali dei settori pubblici e della scuola come una parte dei costi di questa scelta». Tradotto: se il governo bloccherà i tagli la Cgil potrebbe accontentarsi di rinnovi contrattuali poco onerosi per le casse pubbliche. Ossia, moderazione salariale in cambio di nuove assunzioni. Ma c’è qualcuno che in sala scuote la testa. 
 
Resta intatta, nell’impianto della relazione di Epifani, la grande distanza dalle politiche del governo, che ha caratterizzato negli ultimi due anni la scelte del sindacato rosso. Ma il leader della Cgil, dal grande palco del Palacongressi di Rimini, lancia la sua offerta agli avversari di questi anni di conflitto, culminato in due scioperi generali e in una manifestazione nazionale al circo Massimo di Roma. A Cisl e Uil Epifani propone di «fermarsi e riflettere sulle divisioni per condividere un percorso che freni la completa lacerazione dei rapporti e per ricostruire un terreno comune».
 
Nessun attacco a Confindustria, rappresentata a Rimini dalla presidente Emma Marcegaglia, fischiata dai delegati quando lo speaker, prima della relazione, annunciava la sua presenza. Anzi, Epifani dice di condividere le richieste avanzate a Parma dall’associazione datoriale affinché l’esecutivo faccia di più sul contrasto alla crisi: «Il governo rifletta su tutto questo», dice Epifani, direttamente rivolto al ministro dell’economia Tremoti. Infine all’esecutivo - sotto il palco ascoltano Sacconi e Gianni Letta - Epifani dice: «Provi a spogliarsi di quello spirito che ispira molte dichiarazioni di ministri e che vede nella Cgil non un interlocutore ma un avversario». 
 
La Cgil, dunque, prova a rientrare nei ranghi. Può vantare la firma unitaria di tutti i contratti di lavoro, escluso quello della minoranza dei metalmeccanici Fiom. Nel 2013 scadrà il periodo di prova del nuovo modello contrattuale, firmato da Confindustria, Cisl e Uil. Da subito parte il percorso per poter tornare al tavolo, per rientrare nei giochi. La Cgil non minaccia più di mordere. Ma si fa forte dei sui 5,5 milioni di iscritti e della sua radicata identità, che Epifani, applaudito dai delegati, ci tiene a rimarcare: «La parola uguaglianza non è termine da mettere in disparte, perché parola, e valore, antica». 
 
 
 
IL TERMOMETRO DELLA SINISTRA

Se la platea dei delegati della Cgil è un buon termometro della cosiddetta “sinistra diffusa” il candidato per battere Berlusconi è stato già eletto, per acclamazione: la presenza in sala di Nichi Vendola, annunciata dalla presidenza prima della relazione di Epifani, produce un’ovazione nel pubblico. Molto più fredda la reazione nei confronti di Pierluigi Bersani, anch’egli in prima fila, insieme ai Pd Fassino e all’ex ministro Damiano. Nel campo ex Dc, poi, la Cgil riserva un’altra sorpresa: applausi freddi per Rosy Bindi, standing ovation per l’ex presidente Oscar Luigi Scalfaro, che nel pomeriggio, seduto al fianco di Epifani, parla ai delegati, mischiando ricordi e una netta difesa dei valori costituzionali, per oltre mezz’ora. Fischiatissimi, come prevedibile, gli ex amici Bonanni e Angeletti, che al termine della relazione lasciano il Palacongressi di Rimini scottati, senza rilasciare commenti. Fischi anche per il ministro Sacconi, che però preferisce dire la sua su Epifani: «Chiedere 400mila nuovi posti di lavoro nel settore pubblico nei prossimi tre anni è pazzesco, perché comporta uno sforzo economico che non siamo in grado di sostenere; significa che nel 2013 rischiamo di fare la fine della Grecia». Al congresso era presente anche il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha molto apprezzato la relazione di Epifani, in particolare gli ampi passaggi dedicati ai no al nucleare e al ponte sullo stretto e il sì allo sviluppo dell’economia verde: «La Cgil - ha commentato Bonelli - si rivela come l’unico sindacato che guarda ai temi dell’innovazione e della green economy, visti come motore per uscire dalla crisi economica del Paese». Moderata apertura alle proposte della Cgil da parte di Emma Marcegaglia, leader di Confindustria: «Siamo pronti a ridiscutere del modello contrattuale - ha concluso -, ma possiamo accettare solo piccole modifiche, anche perché con la Cgil abbiamo già firmato molti contratti dopo quell’accordo». 

 
 

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31