Gli Angelucci sotto esame

Vincenzo Mulè
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GIUSTIZIA. L’azienda risponde serena: «Il sequestro è ingiustificato. Dimostreremo la nostra correttezza». Ma il caso investe il governatore del Lazio Polverini, sostenuta dai proprietari delle cliniche e, teoricamente, parte lesa.

Nonostante il sequestro, l’attività sanitaria nelle strutture facenti capo alla San Raffaele Spa proseguono. Lo specifica Carlo Trivelli, presidente della società, che in una nota risponde all’articolo pubblicato ieri da Terra circa il sequestro conservativo di sei case di cura localizzate tra Roma, Cassino, Velletri e Sulmona. Secondo i magistrati, le indagini avrebbero portato alla scoperta di «numerose prestazioni di riabilitazione irregolari o fittizie» effettuate presso la casa di cura San Raffaele di Velletri, struttura accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale.
 
«Il sequestro - continua Trivelli - è una mera garanzia sull’eventuale danno erariale che dovesse essere accertato rispetto alla contestata irregolarità di alcune prestazioni effettuate nel solo San Raffaele di Velletri». Il sequestro, infatti, si riferisce all’inchiesta, ancora aperta, della Procura di Velletri del febbraio 2009. Trivelli ritiene «la misura ingiustificata e per questo i nostri legali hanno presentato istanza di revoca del provvedimento e, comunque, l’anticipazione della data dell’udienza, rispetto a quella del 2 luglio fissata nell’ordinanza della Corte dei Conti. Auspichiamo, infatti - conclude Trivelli - di poter finalmente e al più presto dimostrare la correttezza e la legittimità dell’operato della nostra struttura di Velletri e la conformità alle disposizioni legislative delle attività lì svolte».
 
Mentre Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, ha dichiarato che « è chiaro che se c’è un danno erariale nei confronti della Regione avremo il dovere di seguire la vicenda», la Commissione di inchiesta della Camera sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando, ha disposto accertamenti in merito al sequestro. La stessa Polverini si è poi chiusa in un imbarazzato silenzio. Antonio Angelucci, infatti, è un senatore del Pdl ed è stato un convinto sostenitore della candidature dell’ex sindacalista nella corsa alla poltrona di via della Pisana. Se venissero confermate le accuse, infatti, il danno economico per la Regione ammonterebbe a oltre 134 milioni di euro.
 
«La Commissione che presiedo - ha detto Orlando - ha aperto un’indagine per approfondire quanto sarebbe accaduto, secondo i magistrati, presso le cliniche della famiglia Angelucci, ovvero finti ricoveri grazie a personale compiacente al fine di aumentare il guadagno del privato e la conseguente spesa pubblica per le casse dello Stato, mai come ora bisognose di risparmio: se questo fosse vero, sarebbe gravissimo. È proprio da comportamenti come questi, qualora risultassero confermati, che si origina il malaffare che spesso sta dietro il sistema sanitario e provoca il dissesto finanziario che ora, probabilmente saranno i cittadini stessi a dover pagare di tasca propria».
 
Intanto Alessandro Cipolla,  direttore dell’Asl Roma H,  sul cui territorio di competenza si trova la San Raffaele di Velletri ha dichiarato: «Al momento possiamo solo aspettare l’evolversi del procedimento penale. È chiaro però che in tutta questa vicenda l’Asl Roma H è parte lesa. Siamo nella fase istruttoria, coperta dall’indagine, quindi non è il caso di entrare nel merito della vicenda. Da parte nostra - aggiunge il direttore generale - continueremo a fare i controlli che ci spettano, come prima, senza nessun tipo di accanimento».
 
Il sistema dei controlli sembra però complesso. «Quando si parla di riabilitazione - sottolinea Cipolla - non è mai facile fare verifiche. Il controllo si può fare infatti solo sul risultato finale. Per quanto ci riguarda - aggiunge - l’azienda sanitaria può monitorare tempi e tipo di prestazioni. Le verifiche per così dire contabili, non sono infatti di competenza della Asl, bensì dell’Agenzia di sanità pubblica (Asp)».
 
Giusto una settimana fa, presentando il quarto rapporto in Italia, Giuseppe De Rita aveva descritto la sanità come un sistema avvelenato definendolo il più grande apparato, complesso, inserito in un sistema capitalistico. Per il presidente del Censis, con il cosiddetto piano di rientro vince la logica degli apparati. E la logica del privato comincia a entrare nella gestione della sanità. Il presidente del Censis ha fatto il nome di due regioni: Lombardia e Lazio.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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