I segreti dei narcos

Alessandro De Pascale

CAMORRA. Nelle piazze di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, continua fiorente il traffico di droga. In zona la criminalità usava come sentinelle anche i bambini. Ma ora a far tremare i clan arriva un pentito.

Fino a pochi anni fa quando ti avvicinavi al cosiddetto Quadrilatero delle carceri di Torre Annunziata, il quartiere nel cuore della città antica roccaforte del clan Gionta, sembrava di essere in una favelas sudamericana. Fino a 50 bambini, non perseguibili perché sotto i 14 anni, lavoravano 24 ore su 24 come sentinelle nelle piazze di spaccio per 200 euro a settimana. Avvisavano i clan dell’ingresso della polizia nel quartiere. Ora che molte piazze di spaccio sono chiuse e molti capi in carcere, i minorenni fanno gli esattori dei clan.
 
Ieri mattina un ragazzino di sedici anni, nipote di un boss del clan Ascione-Papale, è stato arrestato nella vicina Torre del Greco perché sarebbe stato incaricato dal clan di imporre il pizzo al titolare di una ditta edile, pari al 3 per cento della commessa. A Torre Annunziata, dove 45.400 abitanti vivono in soli sette chilometri quadrati, per fortuna qualcosa è cambiato. Il Comune da mesi aveva azionato le ruspe per abbattere tutti gli edifici pericolanti, abbandonati e soprattutto abusivi. Poi è arrivato il nuovo condono e tutto si è fermato, per legge.
 
Nelle piazze di spaccio di Torre Annunziata si vendono tutte le droghe ma come in Sudamerica soprattutto il crack, la cocaina da fumare. Intanto, però, le operazioni delle forze dell’ordine nella zona si sono intensificate. Ma ora a far tremare il clan Gionta e tutti i suoi gruppi affiliati, non sono gli arresti e nemmeno i sequestri. Ma un nuovo pentito: il nuovo collaboratore di giustizia è il narcos che riforniva di droga i Gionta, i Gallo-Cavalieri, i De Simone di Torre Annunziata ma anche altri gruppi a loro affiliati di Pompei, Scafati e dell’hinterland vesuviano.
 
Detenuto in un carcere del napoletano ora è stato trasferito in una località segreta mentre è stata intensificata la sorveglianza ai suoi parenti che tuttavia si sono dissociati dalla sua collaborazione con i magistrati per paura di ritorsioni. Secondo gli inquirenti era lui che per conto delle cosche del napoletano si occupava del traffico internazionale di cocaina, marijuana e hashish dall’Olanda e dalla Spagna. I pm non hanno dubbi: una serie di intercettazioni ambientali effettuate anche a Palazzo Fienga, la roccaforte dei Gionta, confermano il suo ruolo di primo piano. Come spesso avviene per i grandi business, i soldi mettono d’accordo tutti.
 
Perché la persona che li organizza spesso “lavora” con numerosi clan, anche rivali. Questo narcos diventato un nuovo collaboratore di giustizia «sarà preziosissimo per le nuove indagini e già ha raccontato cose interessanti che stiamo verificando», spiegano in procura. Perché il suo ruolo “super partes” nell’organizzazione dei viaggi e dei trasporti della polvere bianca gli ha permesso di conoscere tutti i meccanismi di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, nascondigli e interlocutori fuori dai confini italiani.
 
Era lui ad organizzare i camion che partivano per la Spagna e l’Olanda carichi di prodotti ortofrutticoli per tornare indietro pieni di droga. Il boom delle sue attività coincide proprio con il periodo in cui le piazze di spaccio di Torre Annunziata, lavoravano senza sosta. L’uomo potrebbe quindi conoscere anche molti altri segreti del mondo criminale.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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