Il mondo in una stanza

Francesca Pirani
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SCHERMAGLIE. Rappresentazione inedita e coraggiosa della vertigine del desiderio tra un uomo e una donna. Chereau disegna i confini opachi di una intensa sessualità.

Una Londra periferica, senza connotazioni, una casa vuota e degradata, è il non luogo dove si incontrano tutti i mercoledì due sconosciuti per fare l’amore e separarsi velocemente senza dirsi una parola. Jay e Claire si sono incontrati per caso, non conoscono niente l’uno dell’altra: Jay ha lasciato moglie e figli, trascorre giornate vuote in attesa del suo lavoro serale di barman in un locale notturno, Claire è sposata, ha un figlio, fa’ l’attrice in un piccolo teatro amatoriale, la sola cosa che condividono è quell’ora di intimità totale e incomprensibile.
 
Questo rapporto fondato esclusivamente sul sentire, privo non solo di razionalità, ma anche di qualsiasi legame sentimentale con il volto dell’altro, permette di sfiorare quel punto profondo e dimenticato dell’essere, in cui si è solo sensibilità ed epidermide. L’angoscia afferra Jay, che non sostiene più la forza di tale sconosciuta vertigine e si mette a seguire Claire, rompendo il loro tacito accordo per scoprire il suo segreto: ma nella realtà esterna non c’è niente da sapere che non si conosca già, l’evidenza è prevedibile nelle sue varianti di piccole e grandi frustrazioni, di quotidiani opachi compromessi, mentre il mistero è l’invisibile intensità che muove Claire nell’abbandonarsi, dimenticando la propria identità sociale e personale.
 
Rappresentare la sessualità, l’intimità fra un uomo e una donna, farne una rappresentazione, un linguaggio, è una delle imprese più ardue con cui si misura il cinema, che quasi sempre le rifugge, sottraendosi con passaggi ellittici ed allusivi, quando invece non indulga al piatto voyerismo: Chéreau, con i suoi lunghi, coraggiosi piano sequenza, non racconta la ricerca del piacere, ma la possibilità di rivivere nel rapporto fra un uomo e una donna il trasporto silenzioso del bambino al seno, il mondo in una stanza, il contatto della pelle e il suo profumo a disegnarne i contorni, il respiro e il suono della voce a incresparlo, per poi spingersi ancora oltre e sconfinare nei territori della sola vitalità biologica, come ha intuito la magnifica, generosa interprete femminile Kerry Fox “ …mi sono avventurata in territori che non avrei probabilmente mai esplorato”. 
 
Intimacy (Fra/Ita 2000) Erotico, durata 120’, regia Patrice Chéreau, con Mark Rylance, Kerry Fox
Sky Cult: dom. 16/1:00

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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