La speranza dei Parchi

Mario Tozzi
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L'INTERVENTO. Se accadesse nel Mediterraneo un disastro come quello della Louisiana saremo in grado di reagire meglio. Grazie al progetto Argo-Marine, in sperimentazione nell’area protetta dell’arcipelago toscano.

In Italia il problema maggiore di inquinamento da idrocarburi non è quello delle piattaforme (che da noi sono soprattutto gassifere), ma degli incidenti o degli sversamenti dalle petroliere, con conseguenze gravissime, come nel Mar Ligure nel 1991 per colpa della Haven. Ma se accadesse qualcosa di simile nel Mediterraneo, saremo in grado di reagire prima e meglio? Il progetto pilota ARGO-MARINE consiste di un sistema integrato di controllo dell’inquinamento marino da idrocarburi all’interno di aree sensibili dal punto di vista dell’ambiente e della sicurezza.
 
Sofisticati strumenti di geoposizionamento elettronici e telematici, connessi da sorgenti differenti (radar, aerei, imbarcazioni, “nasi elettronici”), verranno raccolti in modo indipendente da sensori remoti ed inviati ad una unità centrale. Lì il sistema esperto MIS (Marine Information System) è in grado di assistere le autorità nella gestione dell’emergenza. In particolare con Argomarine si otterrà un preciso controllo dell’evoluzione di macchie di idrocarburi sversate per incidente o illecitamente.
 
Se fosse stato disponibile in Lousiana, il sistema ARGOMARINE avrebbe permesso un monitoraggio preciso dell’evoluzione della macchia nera ed una previsione accurata della sua evoluzione del tempo, con una più efficace ed anticipata comprensione della gravità del fenomeno e della sua estensione. In Italia il sistema è in sperimentazione nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, a dimostrazione che i parchi nazionali italiani non solo difendono la natura e tutelano l’ambiente, ma si pongono obiettivi di supporto alla ricerca scientifica e tecnologica che hanno un respiro più vasto anche nella protezione della popolazione dagli inquinamenti.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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