Polizia e ricercatori non ci stanno

Diego Carmignani

LAVORO. Lavoratori pubblici in ginocchio, ma già in fibrillazione. Si fanno sentire in particolare quelle categorie penalizzate dalla manovra finanziaria, nonostante chiedano da tempo miglioramenti alla loro già difficile condizione.

Lavoratori pubblici in ginocchio, ma già in fibrillazione. Si fanno sentire in particolare quelle categorie penalizzate dalla manovra finanziaria, nonostante chiedano da tempo miglioramenti alla loro già difficile condizione, ricevendo in cambio solo vane promesse. Non usano mezze misure e parlano chiaro al governo, sia le forze di polizia che i ricercatori universitari.
 
Enzo Letizia, segretario nazionale dell’Anfp, associazione dei funzionari di polizia, sottolinea come la manovra non riconosca agli uomini della sicurezza i sacrifici quotidiani compiuti negli anni, mettendo a disposizione dello Stato i miliardi sottratti alla criminalità organizzata e arrivando ad anticipare anche di tasca propria le spese delle casse governative. In cambio, ecco le nuove misure di Tremonti, che prevedono: blocco dei contratti, cancellazione del riordino del pubblico impiego, tagli che non consentono un adeguato livello di sicurezza.
 
Il 10 per cento in meno di risorse andrà a incidere su un comparto già fortemente colpito dalla precedente Finanziaria, che aveva fatto segnare un saldo negativo di un miliardo di euro.  Irritati dalle scelte anche gli zimbelli dell’istruzione, vale a dire i ricercatori universitari, già umiliati e offesi dal nuovo sistema Gelmini, prossimo all’approvazione definitiva. La rete dei ricercatori “29 aprile” denuncia una manovra drammatica per il mondo accademico, destinata a far venir meno i livelli minimi di qualità e a portare al blocco della didattica nel prossimo anno in tutti gli atenei italiani.
 
Il taglio retributivo per i ricercatori universitari a inizio carriera, evidenziano, è maggiore di quello per parlamentari, ministri, sottosegretari e manager pubblici. Si conferma il prolungamento del blocco del turnover nelle assunzioni nella pubblica amministrazione fino a tutto il 2014, con la prospettiva dell’uscita dai ruoli di circa 18.000 su 60.000 unità per l’università.
 
Prolungati anche i tagli al fondo di finanziamento ordinario dell’università fino al 2015, per circa 860 milioni di euro, e i finanziamenti per progetti e collaborazioni con l’estero. Congelate infine le progressioni stipendiali dei ricercatori, compresi quelli assunti da poco e ancora in periodo di conferma. Per tre anni e con decurtazioni fino a 4.745 euro. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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