Prestigiacomo bocciata
La Corte dei Conti ha bocciato le nomine delle direzioni generali del ministero dell’Ambiente. I responsabili degli uffici che si sono, da ottobre, occupati di valutazioni di impatto ambientale, difesa del suolo, personale sono stati dichiarati illegittimi e, di conseguenza, i provvedimenti presi rischiano di diventare anch’essi illegittimi. Va a gambe all’aria il progetto di redigere il piano nazionale contro l’inquinamento atmosferico così come la distribuzione del miliardo di euro per la difesa del suolo.
Con il respingimento al mittente delle nomine volute dal ministro Stefania Prestigiacomo, il caos sommerge il ministero. La magistratura amministrativa ha infatti bocciato le nomine di Marco Lupo alla Difesa del suolo, Mariano Grillo alla Valutazione di impatto ambientale, Nicola Storto al personale e l’interim del segretario generale Marco De Giorgi per una direzione generale.
Le nomine dei direttori generali volute dal ministro Prestigiacomo e firmate dal suo collega Brunetta non rispettano le leggi che lo stesso Brunetta ha emanato sulla pubblica amministrazione. Troppi esterni, dice in sostanza la Corte dei Conti, che boccia per la seconda volta il provvedimento. In sostanza, lo scorso anno, con vari atti legislativi, le direzioni generali del dicastero ambientale sono passate da 8 a 6 (e di questa, una è la segreteria generale); a capo di queste strutture sono rimasti solo due direttori generali in carica: Corrado Clini, storico responsabile delle politiche climatiche allo Sviluppo sostenibile, e Aldo Cosentino, alla direzione Protezione natura fino al 18 giugno prossimo, data del suo pensionamento.
Quattro dei sei posti di direzione rimangono a persone che vengono dall’esterno, mentre rimangono senza compiti e scrivanie 11 direttori generali in carica. Inutile dire che sia gli aventi diritto, i grand commis dello Stato, che i nuovi arrivati percepiscono stipendi di parecchie migliaia di euro, alla faccia del risparmio e della semplificazione. Così, la magistratura che fa i conti, boccia il ministro Brunetta e la sua collega Prestigiacomo sul piano del mancato risparmio. «Gli uffici sono allo sbando», dice Maria Letizia Sabatino, coordinatrice della Cgil al ministero dell’Ambiente. «Lo sono da mesi e mesi, questo è l’ultimo atto. In realtà, è l’intero edificio a fare acqua. C’è un continuo ricorrere al lavoro di strutture esterne, mentre gli statali fannulloni del ministero dell’ambiente chiedono con insistenza, da mesi, di lavorare».
Di fatto, la pianta organica del dicastero è stata sfrondata di 200 unità lo scorso agosto, passando da 928 a 770 posti, di cui 200 circa sono scoperti, E visto che teoricamente il personale non basta, il ministero ricorre agli onerosi servizi della sua società in house, la Sogesid, i cui incarichi e relativi emolumenti non compaiono sul sito del ministero, dove trasparenza vorrebbe. Ma non c’è solo Sogesid. È appena nato un “Comitato rischi ed emergenze ambientali” coordinato dal responsabile del reparto Capitanerie di porto per far fronte ad accidenti di ogni genere per fare le stesse cose che dovrebbero fare, ad esempio, alcune direzioni generali, per non parlare della Protezione civile.
Mentre tre dei direttori generali in mobilità si sono visti proporre di entrare in un fantomatico ispettorato alla difesa del suolo, sprovvisto di uomini e mezzi e comunque doppione della direzione omologa. Non sembrerebbe, a prima vista, un risparmio di tempo, energie e denaro: non un bel messaggio, mentre il governo si prepara a tagliare gli stipendi degli statali.
Così, le organizzazioni sindacali della Funzione pubblica parlano di «deriva organizzativa del Ministero dell’Ambiente», di «sprechi e i privilegi che continuano ad avvenire a fronte dei sacrifici chiesti ai lavoratori» e denunciano «auto blu usate come taxi da soggetti estranei all’Amministrazione o senza titolo (anche quelle che avrebbero portato personaggi del mondo dello spettacolo alla conferenza sulla biodiversità, ndr), consulenze milionarie, soggetti estranei all’amministrazione pagati come dirigenti». Lunedì mattina è prevista una assemblea sindacale di fronte al ministero.






