Racconti dimenticati

Federico Raponi
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DOC. "Con + o - il sesso confuso" Giulio Maria Corbelli e Andrea Adriatico raccontano il mondo dell’Aids, una malattia alla quale i media dedicano
sempre meno spazio.

Con se ne parla quasi più, ma la Sindrome da immunodeficienza acquisita continua a colpire. Il documentario + o - il sesso confuso. Racconti di mondi nell’era AIDS di Giulio Maria Corbelli e Andrea Adriatico, dando parola ai protagonisti della lotta al virus, ne ripercorre anche la storia.  
 
Una malattia specchio della società?
è l’ottica con cui abbiamo lavorato, si trattava di analizzare un fenomeno che riguarda molto le nostre vite, perché le sfere private, emozionali, sessuali sono state fortemente condizionate dall’avvento dell’epidemia, causa di paura e sospettosità che hanno anche contribuito a sgretolare quella solidarietà sociale che si poteva vivere negli anni 70. 
 
Uno dei motivi della disattenzione sta nel passaggio dalla mortalità certa alle terapie personalizzate, che non finiscono mai, permettono un’attenzione maggiore alla qualità della vita. Altre ragioni?
Se si scopre in tempo l’infezione, si può avere un’aspettativa di vita paragonabile a quella di una persona sana. Però credo che a far calare il silenzio abbia contribuito anche una normale elaborazione, perché negli anni 80 i discorsi legati all’Aids erano molto eclatanti e violenti, e quindi inevitabilmente questi toni si dovevano esaurire. Ragion per cui io e Andrea insistiamo molto sulla necessità di cambiare linguaggio, cercando di capire la portata umana che la malattia ha. Le storie raccontate nel film traducono questo, delle esperienze forti, tragiche, ma anche molto gioiose. 
 
Rispetto all’uso del condom: da una parte l’ostilità della Chiesa, ma dall’altra anche una rimozione o una scelta.
Il preservativo da più di 20 anni è diventato un po’ il simbolo della lotta all’Aids, e come tutti i simboli ci si può legare ad essi ma può anche arrivare un momento di rottura. Per alcuni sopportare questo condizionamento in una sfera privata come la sessualità è diventato pesante, ed esagerando hanno detto: “basta, voglio un contatto profondo con la persona con cui faccio sesso”. Ci sono poi casi molto drammatici, come quelli di persone sieronegative che vanno a ricercare l’infezione per liberarsi da tale costrizione. Dall’altra parte, il non poter parlare di educazione sessuale - impedimento a cui sicuramente ha contribuito la posizione delle gerarchie ecclesiastiche - crea una difficoltà a far comprendere cosa significa far sesso consapevolmente in maniera protetta.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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