Sì alla green economy

Achille Petti

INTERVISTA. Jake Caldwell, il direttore dell’Ufficio per l’Energia del Center for American Progress degli Usa, a Napoli per un convegno, annuncia: «Bisogna avviare la transizione verso le energie pulite».

Per noi cambiare non è solo una necessità, ma anche un’opportunità economica e per l’ambiente in generale. Bisogna agire in modo proattivo piuttosto che in modo conservativo, e bisogna avviare questa transizione verso l’economia della clean energy». Parola di Jake Caldwell, il direttore dell’Ufficio per le Politiche Agricole, il Commercio e l’Energia del Center for American Progress degli Usa. In pratica, un mega consulente del presidente Barack Obama per le energie rinnovabili, impegnato in un convegno promosso ieri a Napoli in collaborazione con l’assessorato comunale all’Ambiente, Confindustria e Legambiente Campania e il consolato Usa del capoluogo partenopeo.
 
Come giudica la situazione italiana? 
Bisogna far nascere una domanda di energia rinnovabile, il finanziamento o capitale e le infrastrutture, abbiamo molto da imparare dall’Italia in termini di innovazione e di industria automobilistica, noi non siamo così bravi nel realizzare come si paventa le cose che si dicono ma ci stiamo impegnando, ad esempio il feed in (l’incentivo per passare all’energia solare) che noi ad esempio non abbiamo ancora, ma che proporremo al più presto Vorrei sottolineare che anche non far nulla è una decisione che però alla fine implica costi maggiori rispetto al passaggio alla clean energy.  
 
L’economia globale però comincia a scricchiolare...
Certo, è un momento delicato. C’è un’attenzione sulla Grecia ma anche negli Usa il debito pubblico è elevato: siamo già al 65% del Pil e la tendenza è verso l’alto, c’è stata un’ulteriore perdita di posti di lavoro, abbiamo ancora un problema di dipendenza dal petrolio estero, abbiamo nuove energie ma dipendiamo ancora dal carbone. Ma sono convinto che per il presidente Obama l’energia pulita sia la via migliore per lavoro sicurezza energetica e competitività. Lui dice sempre: chi sarà il leader mondiale nell’energia pulita sarà il leader del ventunesimo secolo. 
 
Europa e Cina sono le nuove leader della green economy?
La Cina ci ha largamente superato nell’eolico, e l’Ue sta pensando di passare dal 20-20-20 al 30-30-30. Gli Stati Uniti in quest’ottica hanno promosso una green bank per consentire finanziamenti ad aziende atti a migliorare la competitività. 
 
Intanto la situazione nel golfo del Messico, con la marea nera, è tragica. Cosa ne pensa?
Che questo è il prezzo che dovrebbe farci riflettere anche in caso di un disastro nucleare.
 
Il presidente Obama, però, ha riaperto al nucleare.
Si tratta di una questione spinosa, in quanto anche la catastrofe recente del golfo del Messico ci fà capire quanto i danni provocati in una parte del mondo finiscano per influire tutto il globo e in questa previsione abbiamo deciso di stanziare una cospicua somma di danaro per rendere più sicure possibili le future centrali nucleari. Ogni impianto costerà otto miliardi di dollari, Ma per la questione delle scorie radioattive è chiaro che non c’è risoluzione.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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