Teoria della decrescita, la parola al medico

Gianfranco Porcile (Isde-Italia, associazione Medici per l’Ambiente)

COMMENTI. Tumori infantili in aumento nel mondo industrializzato. In Italia il dato è doppio rispetto alla media europea. Intanto, torniamo al nucleare e nella società impazza il produttivismo. Qualche idea per cambiare rotta. Ora o mai più.

Partiamo da un dato: i tumori infantili sono in aumento nel mondo industrializzato e in Italia l’aumento è doppio rispetto alla media europea. E' questo il tipo di società che vogliamo? Vogliamo ancora insistere sulla strada di un mal-inteso “progresso”? Ma quali sono state finora le “parole d’ordine” di questo progresso?
Ne ricordiamo soltanto alcune.
 
A) Il nucleare: la storia di Sellafield. Tutti sanno che l’incidente nucleare è una catastrofe, pochi sanno che il nucleare è dannoso per la salute anche in caso di funzionamento normale. Potremmo citare tanti esempi, ma ne basta uno soltanto: a Sellafield (UK) negli anni 80 venne riscontrata una elevata incidenza di leucemie infantili: soltanto anni dopo si scoprì che la causa era un deposito di materiale nucleare che il governo inglese aveva sempre tenuto segreto.
 
B) Lo strano caso dell’amianto. L’amianto (o asbesto) è un elemento naturale, non di sintesi, che causa malattie gravi come Asbestosi, Mesotelioma, Tumore polmonare. La prima segnalazione di cancerogenicità risale al lontano 1935: ebbene nel mondo si è continuato a estrarlo, venderlo, usarlo per altri 50-60 anni. In Italia è stato messo fuorilegge soltanto negli anni 90, ma ancora oggi ne siamo circondati e le bonifiche stentano a decollare. Come dire: prima gli affari, poi la salute!
 
C) La società delle immagini. L’attuale società post-moderna, (“la società delle immagini”) caratterizzata dal consumismo a tutto campo e dalle tecniche di comunicazione e di informazione di massa, che usano messaggi  prevalentemente grafici e in forma di immagine, ha influenzato anche la moderna medicina. E' così che constatiamo il consumismo anche nella medicina (dai farmaci alla medicina estetica) con, in particolare, un certo abuso di esami radiologici: come i nuovi mass-media incentivano il consumo  di prodotti spesso inutili, così la società richiede sempre più esami radiologici senza preoccuparsi sufficientemente della appropriatezza e dei danni che ne derivano all’ambiente e alla salute dei cittadini. Sembra pleonastico ricordare che le Radiazioni ionizzanti, che sono alla base delle indagini radiologiche che si impiegano in medicina, sono  leucemogene e cancerogene (I Classe sec. IARC).
 
Il risultato di questo modo di vivere è quello che si diceva prima: l’aumento della incidenza di cancro nei bambini. In Italia sta aumentando del 2% annuo, esattamente il doppio che negli altri Paesi europei; e nei primi 12 mesi di vita addirittura l’aumento è del 3,2% annuo.
 
Ma altre conseguenze sono il regalo di questo tipo di società, ad esempio la “malattia di oggi”: Il bullismo, figlio  della solitudine giovanile. Il mondo dei giovani, spesso indirizzato (ovviamente) dal “modello” degli adulti, fa sempre più fatica a sottrarsi alla moda ossessiva del “ho diritto a tutto e subito”. I beni comuni o degli altri sono i primi a farne le spese: si comincia con le auto degli altri, i giardini pubblici,  gli arredi per le strade... per arrivare alle molestie, alle gazzarre, agli scontri più o meno organizzati, alle violenze vere e proprie.
 
E allora dobbiamo subito pensare un modello socio-economico diverso da quello attuale: un mutamento globale è oggi   obbligo urgente e  assoluto per evitare una tragica catastrofe.
 
Ecco quindi la “Decrescita”. Scrive Latouche: «Decrescita è un “termine esplosivo”, che cerca di interrompere la cantilena dei “drogati” del produttivismo. Decrescita significa abbandonare radicalmente l’obiettivo della crescita, un obiettivo il cui motore non è altro che la ricerca del profitto da parte dei detentori del capitale e le cui conseguenze sono disastrose per l’ambiente. Si potrebbe parlare di “a-crescita”, poiché si tratta di abbandonare la fede e la religione della crescita, del progresso e dello sviluppo”.
 
La prima cosa da fare è cambiare rotta: basta con la privatizzazione dei beni comuni, iniziando dall’aria e dagli alberi,  dal territorio e dal sottosuolo, dall’acqua e dalle fonti di energia, ecc.: in altre parole tutto quello che va sotto il nome di “ambiente”.
 
La domanda è: come venirne fuori? La risposta è:  “La responsabilità è di tutti. Tutti sono responsabili dell’ambiente e del mondo in cui viviamo. Tutti, uno per uno, dobbiamo cambiare: basta con la crescita ossessiva (Il bene-male-detto Pil!) e ricercare uno sviluppo compatibile con l’ambiente e con la salute. Dobbiamo una volta per tutte uscire dall’equivoco che confonde  essere e avere, benessere e beneavere. Ce lo aveva già detto Erich Fromm, ma mi piace qui spiegarlo con le parole di Francesco Gesualdi: “…Quello che la pubblicità  propone  non è il benessere, ma il beneavere, ed è questo che dobbiamo spiegare alla gente. Il beneavere è parziale, mentre il benessere è totale. Il beneavere è degradante, mentre il benessere è edificante. Il beneavere declassa la persona a un ammasso di carne che ha solo desideri sensuali. Il benessere, invece, considera la persona in tutte le sue dimensioni: materiale e affettiva, sensuale e intellettuale, sociale e spirituale…”
 
E noi medici cosa possiamo fare? Forse le priorità dal punto di vista medico potrebbero essere:
 
a-Un Ambulatorio Verde: con le 4 Erre: Risparmio energetico, uso di materiali Riciclati e Riciclabili, Recupero delle materie seconde, Razionalizzazione delle risorse.
 
b-Appropriatezza prescrittiva di farmaci ed esami diagnostici: no alla Medicina difensiva, no al Consumismo in campo sanitario.
 
c-Prevenzione primaria e secondaria delle malattie, che passa anche attraverso un’educazione sanitaria dei pazienti volta a ridurre le cause ambientali delle patologie e cambiare stili di vita scorretti.
 
d-Aggiornamento sostenibile: meno viaggi, specie in aereo, per congressi scientifici e uso più efficace del Web (video-conferenze, internet, ecc.).
 
In questo modo la Decrescita, se non sarà “felice”, sarà  sicuramente Decrescita Intelligente: ne guadagnerà la Buona Medicina e la società nel suo complesso. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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