Una palma all'impegno

Federico Raponi
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INCONTRI. Elio Germano, premiato a Cannes come miglior attore con "La nostra vita" di Daniele Lucchetti, si racconta tra musica e la voglia di cambiare le cose, dal basso.

L'impegno sociale contribuisce a qualificarci. Non è un caso che Elio Germano abbia dedicato la Palma d’Oro ricevuta al Festival di Cannes come miglior attore (nel film La nostra vita di Daniele Luchetti) «agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un Paese migliore nonostante la loro classe dirigente». 
 
A tale proposito, lei fa parte della neonata “Artisti 7607”.
è un’associazione nata dal basso come rete di autoinformazione. I vari sindacati di categoria si erano allontanati dai nostri posti di lavoro, quindi serviva un luogo di aggregazione cominciando dalla presa di coscienza dello stato delle cose per poi cercare un indirizzo comune, cioè partecipato e gestito da tutti, e avanzare proposte. Ha preso piede molto bene, siamo partiti da un’esigenza concreta, quella dell’IMAIE (Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti ed Esecutori), ente privato gestito in modo poco chiaro e chiuso. Ci battiamo perché si possa ricrearlo, trasparente e soprattutto  vicino agli artisti. Io ora mi trovo in una posizione privilegiata, ma il mio è sempre un lavoro che fa i conti col precariato, e quindi ci sembra importante mobilitarci soprattutto per gli attori in difficoltà.
 
Precario è il titolo del secondo album del suo gruppo hip hop, le Bestie Rare, nato ai tempi del liceo.
Stiamo lavorando al terzo, che dovremmo far uscire a ottobre. Andiamo in giro con piacere e sempre con tanti riconoscimenti e riscontri a partire da internet, dove il primo disco è scaricabile gratuitamente. 
 
Lo scorso anno collaborò a la Mala Distribution, rassegna di film “invisibili”.
La distribuzione è sempre l’anello debole del nostro mercato, e l’organizzazione di queste iniziative può essere un modo per avvicinarci alla gente. Dentro Artisti 7607 stiamo proponendo che l’IMAIE, con i nostri soldi, compri un canale del digitale terrestre: dato che produce anche documentari e corti, in tal modo potrebbe diffonderli lì. Mi chiedo sempre perché RAI Cinema e Medusa, proprietarie di gran parte del cinema che si fa in Italia, e delle televisioni, non trasmettano i loro film nei propri canali. Potrebbero permettersi, a costo zero, delle TV con film 24 ore su 24 anche senza pubblicità. Basterebbe già questo per far tornare un po’ di curiosità e voglia al grande pubblico rispetto al cinema italiano, per mostrare che ci sono anche tante opere di qualità e continuare a permettere che ci sia un cinema anche come forma di espressione, non solo di intrattenimento. 
 
Lei è tra i primi firmatari dell’appello per la chiusura dei CIE per migranti.
Da cittadino, grazie a mezzi come Radio Onda Rossa, riesco a sapere quello che avviene là dentro, è un servizio enorme e mi sento in dovere di diffondere queste notizie, un impegno che dobbiamo prenderci tutti di fronte ai muri dell’informazione».  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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