Zinzi si è (già) dimesso

Pietro Esposito (Terra Campania)

POLITICA. Il presidente della Provincia di Caserta, eletto solo due mesi fa, non riesce a formare la giunta.

E' caos alla Provincia di Caserta. Domenico Zinzi eletto all’ultima tornata elettorale dell’aprile scorso presidente della giunta provinciale casertana ha rassegnato le sue dimissioni, disertando la riunione del Consiglio del 20 maggio e affidando al segretario generale dell’ente la comunicazione di quanto deciso. Il motivo sarebbe tutto da rintracciare nell’assenza di un accordo sulle nomine degli assessori della nuova giunta dovuta ai contrasti interni alla coalizione di centrodestra nelle cui file Zinzi – senatore e segretario regionale dell’Udc - ha vinto con il 65,3 % delle preferenze, dopo che sul suo nome si era trovata convergenza con il Pdl campano di Nicola Cosentino.
 
All’indomani delle elezioni infatti, il clima tra i due partiti era rimasto incandescente, ed è bene ricordare che il compromesso sul nome di Zinzi era stato uno dei motivi che avevano spinto L’Udc a schierarsi con il Pdl. Dunque un nome che a Cosentino non piaceva e che il coordinatore campano del Pdl aveva dovuto accettare suo malgrado, nella fase più tesa delle trattative quando il 18 febbraio scorso lo stesso Cosentino aveva presentato le sue dimissioni da sottosegretario all’economia, poi respinte da Berlusconi dopo un colloquio tra i due.
 
Nella fattispecie l’attuale crisi alla Provincia di Caserta sarebbe stata causata dai contrasti tra il neo presidente Zinzi e i vertici provinciali del Pdl sulla composizione dell’esecutivo. Maggiore punto di scontro sarebbe stata la nomina in giunta di due sindaci, quello di Aversa Domenico Ciaramella e quello di Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca, sostenuti rispettivamente dal coordinatore provinciale del Pdl Pasquale Giuliano il primo  e dal vice coordinatore del Pdl Gennaro Coronella e dal consigliere regionale Angelo Polverino il secondo. Zinzi non ha voluto cedere perché determinato a mantenere la posizione assunta nei giorni scorsi di non voler designare sindaci in giunta. Minacciato dunque, negli ultimi giorni anche l’appoggio esterno da parte dei vertici del Pdl ed altre forze minori.
 
Si parla dunque di vendetta di Cosentino ai danni del neoletto Zinzi a lui non gradito e il Pd campano con il suo segretario regionale Enzo Amendola commenta: «Era un finale già scritto: Nicola Cosentino colpisce ancora e mette al tappeto Domenico Zinzi dopo cinquanta giorni di logoramento sul ring. Cosentino ha prima gestito la composizione della giunta regionale, dettata a Stefano Caldoro, e poi è tornato alla sua Caserta per mettere in ginocchio un candidato a lui non gradito».
 
I Verdi della Campania, poi, parlano, con il commissario regionale Francesco Emilio Borrelli, di «spettacolo indecoroso frutto della gestione del potere fine a se stesso» e aggiungono: «E' ovvio che tali dimissioni saranno ritirate prima della scadenza dei venti giorni che comporterebbero il reale scioglimento dell’ente. Purtroppo la gestione del potere fine a se stesso porterà solo ed esclusivamente a questi drammatici risultati politici e amministrativi». Non resta, dunque, che attendere gli sviluppi di questa vicenda e i venti giorni entro i quali sarà possibile trovare una soluzione diversa dallo scioglimento.       

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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