«No alla legge bavaglio»

Valerio Ceva Grimaldi
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INTERVISTA. Il guru dei media digitali Derrick de Kerckhove critica il ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche: «L’Italia è un Paese a libertà limitata». E continua la politica di repressione di internet.

Derrick de Kerckhove è il direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia all’Università di Toronto. è considerato a livello planetario il guru dei media digitali. 
 
In Italia si sta discutendo un ddl sulle intercettazioni telefoniche che limiterebbe molto la libertà d’informare. L’idea di spostare i server dei siti d’informazione in altri Stati potrebbe essere una soluzione? 
Certamente una soluzione provvisoria, però non si può pensare che gli italiani accetteranno sempre di esser cosi limitati. Se consideriamo il sistema televisivo e i tentativi di far passare la cosiddetta “legge bavaglio” l’Italia è un Paese a libertà limitata perché c’è di fatto un monopolio di alcuni canali, anche se con la televisione digitale l’offerta informativa si è moltiplicata.  Spostare i server dei siti d’informazione in altri Stati potrebbe essere per i siti d’informazione il corrispettivo della rivoluzione televisiva digitale. 
 
Si parla tanto del nuovo prodotto Apple, l’I-Pad. è uno strumento che “chiede” una grande domanda di libertà?
L’I-Pad, come direbbe Henry Jenkins, non è un medium, è un delivery system. Vuole dire che non richiede più libertà di qualunque altro sistema di trasmissione delle notizie. La libertà, la più pertinente per questo strumento, è quella dell’accesso. In altre parole, la connessione Wi-Fi.
 
Rivoluzione o abile fenomeno di marketing? 
Una rivoluzione certamente no. Si tratta di un’ulteriore evoluzione dello “spazio dello scrivere”, per dirla con Bolter. Una nuova versione del libro-giornale elettronico collegata alla filosofia dell’I-phone. È piacevole. Probabilmente non sarà l’ultima né quella definitiva, perché occorreranno processi di velocizzazione del trasferimento dei dati, la messa a punto di elementi di usabilità e buona visualizzazione delle informazioni: elementi che le vecchie pagine di carta continuano a garantire, insieme al fruscio della pagina che scorre. Un elemento a cui sarà difficile rinunciare. 
 
Il giornale cartaceo è a rischio? 
Il giornale di carta continuerà ancora per molto a cadenzare il tempo oggettivo, la vita di tutti i giorni. I nuovi strumenti contribuiranno ad ampliare l’offerta informativa secondo una logica always on, inserita all’interno di un flusso temporale soggettivo.
 
In Italia non abbiamo una connessione wif-fi diffusa come in altri Paesi: ritiene che questo possa costituire un forte vincolo anche alla libertà? 
Questo è un vero problema dell’Italia, o piuttosto della politica di refoulement (repressione, ndr) della Rete in Italia. La diffusione del Wi-Fi è frenata da parte della sinistra come dalla destra. Intanto gli italiani si trovano senza connessione e forse senza partecipare pienamente all’economia dell’informazione che si sviluppa altrove. In uno stato di wi-fi non ancora diffuso, l’I-Pad potrebbe diffondersi all’interno di gruppi di specialisti del settore che usano lo strumento per fare ricerca, trovare fonti e notizie, gestire materiali multimediali. Occoreranno però connessioni più rapide e disseminate.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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