Arriva la casa silenziosa

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Susan Dabbous
INQUINAMENTOA luglio una legge per i «requisiti acustici passivi degli edifici». Le costruzioni saranno meno rumorose grazie a materiali più efficienti. Intanto l’Inail lancia l’allarme sull’aumento dei danni all’udito.

Dici inquinamento acustico e vengono subito in mente le vuvuzela che stanno rovinando il clima  dei mondiali di calcio in Sudafrica. Il suono di questo strumento tradizionale, simile al ronzìo di un calabrone, è di 127 decibel, mentre la soglia di tolleranza fissata dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, è di 60 diurni e 50 notturni. Ma al di là del caso clamoroso, l’inquinamento acustico è un nemico invisibile. Non si vede, eppure crea danni gravissimi che vanno dalla perdita dell’udito a problemi di natura psicologica (molto comuni sono le alterazioni dei ritmi del sonno).
 
Senza dimenticare il più diffuso e banale stress. Come proteggerci allora? Esistono sul piano normativo, nazionale ed europeo, regole meravigliose che dovrebbero garantire “la messa in sicurezza” dei nostri timpani e, addirittura, la prima di queste norme risale al 1995. Ma qualcosa in questi anni non ha funzionato, come dimostrano anche i  dati Inail: la diminuzione uditiva (ipoacusia) è tra le patologie professionali maggiormente denunciate. L’ipoacusia e la sordità vengono determinate, non solo dai mestieri usuranti, ma anche dall’esposizione prolungata nel tempo a suoni non necessariamente estremi. 
 
Se sul piano pubblico e lavorativo è difficile intervenire, riducendo l’impatto di clacson, sirene, trivelle, traffico e schiamazzi, non si può certo dire la stessa cosa per il settore privato. Nelle case il buon isolamento dai rumori esterni dipende principalmente dai materiali di costruzioni utilizzati. La buona notizia è che d’ora in poi per le nuove costruzioni sarà obbligatorio utilizzare solo materiali  acusticamente efficienti. A luglio, infatti, entrerà in vigore la legge comunitaria del 2008 che innalza i «requisiti acustici passivi degli edifici». A questo proposito però la F.i.v.r.a, l’associazione che riunisce le fabbriche isolanti vetro e roccia, ha messo l’accento sulla necessità da parte del governo di fare chiarezza su chi effettuerà i controlli sulla sostenibilità delle nuove case. 
 
Come per gli elettrodomestici, le abitazioni saranno dotate di una classificazione d’efficienza che, in questo caso, va da 1 a 4. «Da ottimo a discreto», spiega Giuseppe Elia, esperto di legislazione, che ha curato i criteri con cui verranno dati i voti nella “pagella della silenziosità”. «Il numero viene assegnato in base alla capacità di filtrazione del rumore non solo esterno ma anche tra una parete e l’altra». In classe 1 si avrà una capacità di bloccare, ad esempio, ben 40 decibel dall’esterno.
 
Considerando che il limite di tollerabilità è fissato a 60, con 20 decibel di rumore in casa ci si potrà ritenere davvero dei privilegiati. Ovvio che il fattore “isolamento acustico” si trasformerà ben presto in un elemento che farà variare il prezzo di mercato delle abitazioni. Con le nuove regole edili, quindi, dovrebbero risolversi anche buona parte dell’enorme numero di contenziosi che nascono nei condomini. I banali rumori domestici (come lo sciacquone del bagno e il calpestio) sono una delle principali cause per cui si trascina il vicino di casa davanti al giudice. Altro che danni permanenti ai timpani.