Bologna per il Cinema
TEMPI MODERNI. Al via la 24esima edizione del Cinema Ritrovato. Nella Cineteca del capoluogo emiliano, dal 26 giugno al 3 luglio, verranno proiettati ben 313 film.
Trecentotredici è l’incredibile numero di pellicole presentate quest’anno alla 24esima edizione del Cinema Ritrovato, l’appuntamento più antico e amato dalla Cineteca di Bologna. Unica per la sua capacità di accontentare i gusti degli esperti e dei cinefili appassionati, la manifestazione, nonostante le 50 mila presenze dell’anno scorso e gli oltre mille accrediti da tutte le parti del mondo di questa edizione, ha rischiato di saltare per mancanza di fondi.
E sarebbe stato un vero delitto considerato che quest’anno l’atteso appuntamento proporrà oltre al Gattopardo di Visconti con Claudia Cardinale e Alain Delon, (che campeggiano giovani e bellissimi dal manifesto di questa edizione, un’immagine che racchiude molti dei temi del festival).
«Un restauro che mostra in maniera evidente quanto le nuove tecnologie, applicate eticamente, possano restituire vita e piacere della visione ai film del passato», hanno sottolineato Giuseppe Bertolucci e Gian Luca Farinelli, anche un altro capolavoro del cinema del passato, la versione originale e integrale, dopo ottant’anni (grazie alle sequenze ritrovate due anni fa in Argentina da Fernando Martín Peña e Paula Félix-Didier) dell’opera di Fritz Lang, Metropolis (1927), proiettato alla scorsa edizione del Festival di Berlino con molto orgoglio.
Tra le principali rassegne di quest’anno va menzionata quella completa sugli anni giovanili di John Ford, quella sul maestro americano del musical Stanley Donen (ospite del festival per una serata a piazza Maggiore in cui verrà proiettato Singin’ in the rain), “1910-cent’anni fa” (con personaggi come Mistinguett, Stacia Napierkowska, Francesca Bertini e Léonce Perret ai loro esordi ma anche con una retrospettiva dedicata ad Albert Capellani), definito come «il viaggio più bello» da Peter von Bagh, il direttore artistico del Festival.
E, infine, da non perdere, oltre alla retropsettiva su Robert Florey, certamente la sezione intitolata “Anni difficili” (un omaggio al film di Zampa), dedicata al cinema italiano dal 1945 al 1948, che analizza un periodo cruciale del nostro Paese con capolavori come Roma città libera. Per questo condividiamo l’augurio di Giuseppe Bertolucci e Gian Luca Farinelli al programma di quest’anno, «che sia una sorgente cui abbeverare il nostro sguardo, per rigenerarlo e trovare nuova luce».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







