Così si uccide L’Aquila
RICOSTRUZIONE. Massimo Cialente, sindaco del capoluogo, contro la manovra del governo. Dal primo luglio, tutti i residenti dell’area del cratere dovranno restituire i primi 6 mesi di tributi non versati entro il 2010.
Si tratta di un omicidio sulla nostra città». Massimo Cialente ha scelto le celebrazioni del 2 giugno per esternare tutta la sua rabbia. Intervenendo alla manifestazione celebrativa in occasione del 64 esimo anniversario della proclamazione della Repubblica che si è svolto anche quest’anno nella Villa Comunale dell’Aquila, Cialente si è presentato con la fascia tricolore, ma portata in mano, in segno di protesta nei confronti delle riduzioni della manovra correttiva alle agevolazioni fiscali per l’area del cratere.
Il primo cittadino della città colpita dal terremoto il 6 aprile dell’anno scorso fa riferimento all’articolo 39 della manovra correttiva che, non contenendo indicazioni sulla restituzione dei tributi non versati nel periodo di sospensione, stabilisce che dal 1 luglio tutti i residenti dell’area del cratere torneranno a restituire il 2009 in sessantesimi e dovranno restituire i primi 6 mesi non versati entro la fine del 2010. Più tardi, ai microfono di Sky Tg24 ha dichiarato: «La cosa più drammatica in questo momento è dover ripagare le tasse in questo modo. Non ce la facciamo. Tragedie meno gravi delle nostre hanno avuto un trattamento diverso».
Il gesto di ieri richiama simbolicamente l’affermazione fatta l’estate scorsa dallo stesso Cialente il quale, di fronte alla prospettiva di una restituzione al 100 per cento dei tributi non versati, si era detto pronto a restituire la fascia tricolore di sindaco al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e a riprenderla «solo quando si vedrà che questo Paese ci è vicino». Ora, esprime in piu’ l’intenzione di rinunciare anche all’incarico di vice Commissario del Governo per la ricostruzione post sisma. «Tutto quello che è stato fatto sino ad oggi verrà vanificato – ha continuato Cialente - perché molti cittadini, a questo punto, saranno costretti a trovare un modo per sopravvivere altrove. Nei giorni scorsi, durante un’assemblea cittadina in piazza Duomo, Cialente riteneva «impensabile che tutte le famiglie aquilane restituiscano i tributi non versati».
A suffragare le parole di Cialente, arriva uno studio dell’Associazione nazionale antimafia e usura, riabilitazione protestati e fallliti. Secondo il dossier a L’Aquila, nel 2008 i protesti sono stati 8.863 per un importo pari ad oltre 28 milioni e 800 mila euro; nel 2009 gli effetti sono stati 6.573 per un totale di 16 milioni e 700 mila euro. I primi dati del 2010 seguono lo stesso trend. Ma nei prossimi mesi si prevede un’escalation vertiginosa di protestati e, conseguentemente, di usurati, e una diversificazione territoriale (Sulmona, Avezzano e Gioia de’ Marsi lasceranno il primato al capoluogo abruzzese).
«E' un circolo vizioso - ha detto l’assessore comunale Marco Fanfani, nel corso della conferenza stampa che ha decretato lo sbarco dell’Anaarp all’Aquila - che porterà molte imprese a fallire ed altre, anche impegnate nella ricostruzione, a lasciare la città». Un rapporto del Commissario delegato alla ricostruzione, intanto, rivela come rispetto al 25 maggio scorso siano aumentati di 100 unità i terremotati assistiti. Dai 48.810 di maggio si è passati a 48.916.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







