Enigma è ciò che nasce puro
SCHERMAGLIE. Da non perdere in tv "Il profumo della papaya verde", produzione franco-vietnamita ambientata interamente all’interno di una casa tradizionale nella Saigon del 1951.
Saigon 1951. Mui è una bambina di undici anni figlia di contadini, arrivata in città per lavorare come servetta in una famiglia borghese, in cui la padrona di casa è una donna infelice, tradita dal marito e annientata dal dolore per la perdita di una figlia coetanea di Mui. La donna si affeziona alla bambina, che diviene quasi la sua unica consolazione nello sforzo solitario di portare avanti la casa, allevare i figli maschi e accudire la vecchia suocera, con i pochi soldi del suo piccolo negozio di stoffe. Quando Mui diventa grande è costretta a lasciare la famiglia in cui è cresciuta, perché i figli non hanno più le possibilità di pagarla, così andrà a lavorare da un amico di famiglia, il bellissimo musicista Khuyen, di cui è segretamente innamorata sino da ragazzina.
Il film trascorre interamente all’interno di un’antica casa tradizionale vietnamita, ritagliato in spazi armoniosi costruiti in legno che si affacciano su lembi di giardino, minuscoli cortili in cui non si intravede mai il cielo, saturi come sono della presenza di alberi di papaya. Sono gli occhi ridenti della piccola Mui a disegnare col suo sguardo le proporzioni e i confini di questo universo, a lambire un territorio sorprendente di bagliori riflessi dall’acqua, pulsante di vite animali quiete e musicali, stillante resina e latte vegetali. E’il mondo misterioso della nascita quello che avvolge Mui, che ogni sera si immerge nel velo che la proteggerà dalle punture d’insetto, ma anche da possibili incrinature: ogni giorno la ragazzina, e poi la splendida donna, riaffiora dal sonno conservando intatta la misteriosa compattezza e leggerezza del suo essere. La sofferenza della padrona, la sua mortificazione femminile, l’isolamento ossessivo e pervicace della vecchia suocera, le piccole crudeltà degli altri bambini, sono per Mui realtà interne che non le appartengono, come la presenza della guerra è un eco esterno, lontano, che sfiora la casa con il rombo sordo dell’aviazione o con il richiamo notturno delle sirene del coprifuoco.
Quando infine l’immagine femminile silenziosa di Mui entra nella vita del musicista Khuyen, ne dissolve la solitudine altera e con lui nel desiderio trova una splendida voce di donna fusa al corpo che genererà un bambino “che si agita armoniosamente”.
Il profumo della papaya verde (Francia/Vietnam 1993) Drammatico, durata 100’, regia Tràn Anh Hùng, con Tràn Nù Yén-Khé, Lu Man San
Su Cult: mar.8 h.19.00/mer.9 h.11.00
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







