Il premier richiama all’unità

Dina Galano

INTERCETTAZIONI. Il giorno dopo il richiamo alla rapidità del premier durante il vertice di Palazzo Grazioli, ad essere posta a verifica è la coesione della maggioranza.

Il giorno dopo il richiamo alla rapidità del premier durante il vertice di Palazzo Grazioli, ad essere posta a verifica è la coesione della maggioranza. Il ddl intercettazioni, ha intimato il premier, può anche essere modificato ma va licenziato entro l’estate, insieme alla manovra e alla riforma dell’università. E a chi insinua che le correnti interne non garantiranno vita facile all’approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni, Berlusconi risponde: «Incrinare l’unità del Pdl sarebbe un errore imperdonabile, è una prospettiva a cui mi opporrò con tutte le forze».
 
Ieri, però, chi si è pronunciato sul tema ha mostrato qualche perplessità sui tempi, recependo in parte i suggerimenti veicolati dal Colle che, nei giorni scorsi, ha indicato di «dare priorità alla manovra». Così esponenti finiani del calibro di Fabio Granata (L’approvazione del ddl sulle intercettazioni se arriva a luglio o a ottobre cosa cambia?») e Silvano Moffa («Dovesse slittare a settembre non vedo motivi per ingigantire la cosa in termini di ulteriori contrapposizioni e fibrillazioni») sembrano non aver recepito l’aut aut del leader del Pdl.
 
Gaetano Quagliarello, ieri è stato costretto a calmare i toni: «Non vogliamo che scoppi una crisi istituzionale, faremo di tutto per evitare che questa ipotesi non sia neanche all’ordine del giorno», ha dichiarato ieri il vice capogruppo del Pdl al Senato, precisando però che quella parte della maggioranza «ha il diritto di intervenire, ma senza strappi o inutili lacerazioni». L’opposizione, dal canto suo, tenta di calvacare la tensione interna alla maggioranza.
 
Lo fa il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini convinto che «i piccoli ritocchi non sono sufficienti e che la legge va cambiata radicalmente»; lo ribadisce Pierluigi Bersani, promettendo di «utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per impedire che la legge vada avanti così com’è».
 
Se bisognerà attendere il 30 giugno per sapere se il testo verrà calendarizzato per il voto in aula prima della pausa estiva, l’ostruzionismo è iniziato con la richiesta congiunta di Pd, Idv e Udc di una lunga serie di audizioni in Commissione rese necessarie, spiegano, dal « profondo cambiamento effettuato sul testo rispetto alla prima lettura alla Camera». E il tempo scorre. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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