India-Corea del Sud, al via vertice strategico a Seul
ASIA. Sarà l’economia al centro dei negoziati tra il ministro indiano degli Affari esteri Krishna e la controparte sudcoreana Myung-hwan. Sullo sfondo un possibile accordo per lo sviluppo del nucleare civile.
Rafforzamento dei legami economici e commerciali, consolidamento degli scambi in materia di armamenti e di difesa, miglioramento dei rapporti culturali in primo piano. E un accordo per lo sviluppo del nucleare civile a fare da sfondo. Il sesto meeting della Commissione congiunta India-Corea del Sud che si apre oggi a Seul vede il ministro indiano degli Affari esteri, Somanahalli Mallaiah Krishna, impegnato in una serie di colloqui con la controparte sudcoreana, Yu Myung-hwan, su un’ampia gamma di questioni economiche e strategiche. Tra oggi e domani i due Paesi dovrebbero firmare una serie di trattati di rilevante interesse non solo per i loro rapporti reciproci, ma anche per le dirette ripercussioni che questi accordi avranno sugli equilibri regionali.
Nel precedente incontro la Commissione congiunta ha individuato i settori chiave su cui entrambe i Paesi intendono puntare per rafforzare uno scambio commerciale che l’anno scorso si è attestato sui 15 miliardi di dollari e che Nuova Delhi e Seul vorrebbero raddoppiare entro il 2014. Piccole e medie imprese, information technology, esplorazioni spaziali, energia e tecnologia d’avanguardia rappresentano per le due potenze le nuove carte da giocare, che si vanno ad aggiungere alla collaborazione già consolidata in altri settori, primi tra tutti quelli automobilistico e della componenti tecnologiche.
Non a caso la vista di tre giorni del capo della diplomazia indiana nella penisola coreana è iniziata ieri con un giro negli impianti di produzione della Hyundai, della Lg e della Samsung, le aziende di punta di Seul, interessate ovviamente sia agli investimenti che Nuova Delhi potrebbe decidere di effettuare nel Paese, sia agli immensi sbocchi offerti dal mercato del gigante asiatico. In base alle indiscrezioni trapelante sulla stampa locale nei giorni scorsi, un posto centrale nell’agenda negoziale sarà riservato al progetto della sudcoreana Posco per la costruzione di un impianto di produzione d’acciaio nel distretto di Jagatsinghpur, nello Stato indiano dell’Orissa. Un affare dal valore complessivo di 12 miliardi di dollari.
Infine Krishna e Myung-hwan si confronteranno su un ventilato accordo per lo sviluppo del nucleare civile. India e Corea del Sud sono entrambi membri del Nuclear suppliers group, il Gruppo dei Paesi nucleari fornitori, interessati a mantenere vivo un commercio di componenti e tecnologie collegate all’impiego dell’energia atomica a scopo civile. Nessuna notizia è stata resa nota dalle autorità in merito al contenuto della possibile intesa, su cui vige un assoluto riserbo. L’unica certezza è il reciproco vantaggio i due Paesi potrebbero trarre da un patto di questo genere, in grado di rafforzare il loro peso e la loro influenza all’interno del club delle potenze nucleari.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






