Inseguendo le onde

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Pierpaolo De Lauro
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GIRADISCHI. Anna Maria Castelli, Paolo Bergamaschi e Simone Guiducci con "Mare di Mezzo" ci guidano lungo il Mediterraneo tra sogni, drammi e culture che si incrociano.

Guidati dalle correnti, tra mari in tempesta e placide acque. Un viaggio lungo le coste Mediterraneo tra drammi, sogni, incontri e incroci, culture che si fondono e che nascono. Un lungo percorso accompagnati dalle note e dalle voci di Anna Maria Castelli, Paolo Bergamaschi e Simone Guiducci. Un caleidoscopio di emozioni e storie racchiuso tra le tracce di Mare di Mezzo (Isabella Network Records) un lavoro raffinato e placido per sognare guardando il nostro mare. Un concept, ogni canzone un capitolo, una sponda e un porto dove approdare per seguire il lento fluire della vita. La voce di Anna Maria Castelli, artista e attrice poliedrica, si sposa con quella tipicamente cantautoriale di Paolo Bergamaschi, autore dei testi e delle musiche. A fare da trait d’union la preparazione jazzistica di Simone Guiducci.
 
Un incrocio di melodie deandreiane, ballate jazz, atmosfere lontane per raccontare una terra di mezzo, il nostro Mediterraneo, un “mare di guai”, come il sottotitolo di “Introduzione” la canzone che dà il via al viaggio. Si fa rotta verso le coste dell’Andalusia con “Il cacciatore di uomini” dove, col piglio di una cronaca giornalistica, si racconta l’immigrazione clandestina vista attraverso i dubbi e le angosce di un militare della Guardia Civil che, presa daidubbi, si chiede: “Signor comandante non capisco quale colpa abbia commesso chi trova un altro porto”. Seguendo le rotte si giunge all’Adriatico di “Simone” e al depauperamento delle risorse ittiche. Si viaggia nel mito con “Una nuova mitologia” in cui un moderno Ulisse ripercorre le tappe del suo predecessore.
 
Ne “L’isola dell’Amore” si racconta l’ultimo muro europeo, quello che separa Cipro. Non può certo mancare il Medio Oriente di “Gerusalemme”, un invito al dialogo tra le grandi religioni monoteiste. L’incrocio tra le sponde e le culture torna protagonista in “Mediterraneo”, mentre il lungo viaggio del terzetto non può che concludersi tornando a parlare di immigrazione in “Dall’altra parte della frontiera”. Un ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita tra le acque del Mediterraneo, per cercare un sogno con “un biglietto di solo andata in paradiso, un biglietto senza ritorno all’inferno”.
 
Un disco che seppur denso nei contenuti, risulta leggero, da conoscere e, soprattutto, ricoscere tra le sue note le storie del nostro presente, che molto spesso facciamo finta di non vedere. Un viaggio incessante quello di Mare di mezzo che proseguirà da una sponda all’altra.