Kevin Rudd lascia la carica. Una donna primo ministro
AUSTRALIA. Julia Gillard, 48 anni, è subentrata ieri all’ex premier, dimessosi a causa di un forte calo di consensi. La neoeletta promette di rilanciare sull’ambiente tassando idrocarburi ed emissioni.
Per la prima volta nella storia dell’Australia sarà una donna a guidare il governo federale di Canberra. Julia Gillard, ex avvocato di 48 anni, è subentrata ieri all’ex primo ministro Kevin Rudd, che dopo due anni e sette mesi passati alla guida dell’esecutivo ha deciso di rassegnare le dimissioni a causa del costante calo di consenso registrato negli ultimi mesi.
Nata in Galles ed emigrata in Australia all’età di 4 anni, Gillard è stata eletta per la prima volta nel parlamento australiano nel 1998, lo stesso anno di Rudd, con il quale strinse un’alleanza nel 2006, che la portò nel dicembre dell’anno seguente a ricoprire la duplice carica di vice premier e di “super ministro” dell’Educazione, dell’impiego e del lavoro. Nubile e senza figli, Gillard non è completamente nuova a esperienze dirette di governo, essendo stata già una volta chiamata a ricoprire le funzioni di primo ministro nel dicembre del 2007 mentre Rudd era assorbito dalla conferenza della Nazioni unite sul clima in corso a Bali.
Da ieri però ha assunto a tutti gli effetti le sue funzioni dopo avere prestato giuramento dinanzi al governatore generale dell’Australia, Quentin Bryce. Il Paese infatti è una monarchia parlamentare federale governata, come membro del Commonwealth britannico, dalla regina Elisabetta II del Regno Unito, che riveste formalmente il ruolo di capo di Stato. «Mi sento molto onorata», ha dichiarato il nuovo primo ministro all’uscita dal parlamento di Canberra. «Ho chiesto ai miei colleghi di cambiare la leadership del partito perché credevo che la nostra buona amministrazione stesse perdendo terreno», ha aggiunto, dopo aver assicurato che il Paese andrà alle urne per le elezioni generali nei prossimi mesi, probabilmente a ottobre.
Gillard è consapevole di non essere stata scelta direttamente dalla popolazione e intende quanto prima sottoporsi al giudizio degli elettori. In questo modo, in caso di vittoria, potrà godere a pieno del crisma di un elettorato che non ha affatto apprezzato i tentennamenti del suo predecessore in tema di mercato delle emissioni di anidride carbonica e la sua proposta di tassare al 40% i profitti dell’industria mineraria a partire dal 2012. Una soluzione che è stata da molti percepita come dannosa per l’intero Paese, che conta molto sull’attività delle grandi compagnie estrattive per l’occupazione e il sostegno alla crescita.
Il Partito laburista ha dovuto passare 11 anni all’opposizione prima di vincere le consultazioni del 2007, e la neo premier non sembra intenzionata a lasciarlo andare alla deriva: ha affermato di voler rilanciare la battaglia ai cambiamenti climatici e la tassazione sulle emissioni di CO2 e sugli idrocarburi elaborato dal suo predecessore e si è detta certa di poter raggiungere un accordo con le industrie minerarie. Venerdì prossimo, intanto, Gillard, avrà il suo battesimo del fuoco sulla scena internazionale, essendo attesa al vertice dei G20 a Toronto, in Canada.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







