L’amianto di Bagnoli a processo
IL CASO. Iervolino e Bassolino, testimoni nel procedimento a Torino, confermano le preoccupazioni per ambiente e salute nell’area flegrea.
Lunedì scorso si sono aperte le porte del tribunale per il sindaco Rosa Russo Iervolino e l’ex-presidente della Regione Antonio Bassolino, convocati in qualità di testimoni negli ultimi incontri in corso a Torino per il caso Eternit. Una maxi-udienza a cui volti noti e meno noti delle amministrazioni locali hanno preso parte, un dramma che conta numerose vittime e in cui i colpevoli sono ad oggi pochi e soltanto presunti: sappiamo degli 891 lavoratori morti per le contaminazioni dalle fibre di amianto, molto meno delle conseguenze a lungo termine che l’ex stabilimento di Bagnoli ha prodotto su ampia scala, interessando senza via d’uscita l’intera zona dei Campi Flegrei.
«Una situazione terrificante per la regione flegrea - descrive il sindaco Iervolino -di cui gli esiti non sono prevedibili: il periodo di latenza della malattia può estendersi per decenni, ed il picco attuale è previsto per il 2011». Asbestosi, carcinoma polmonare, mesotelioma pleurico, patologie tumorali che uccidono in meno di sei mesi: a rischio, secondo la Iervolino, «ci sono anche parenti e amici prossimi alle vittime, dato che i lavoratori portavano a casa le tute sporche per farle lavare e almeno una decina di donne si sono ammalate».
A fare lo sconto della politica aziendale della Eternit, che non attuò mai sistemi precauzionali per la gestione dell’amianto, sono anche le famiglie di Rubiera, Casale Monferrato e Cavagnolo. Torino accoglie il processo nell’aprile 2009, ma solo alla fine dello scorso anno risale la prima udienza; si tratta della prima volta che in Europa viene attuato un collegio legale internazionale, e straordinariamente al centro delle imputazioni finiscono non i delegati delle fabbriche italiane, ma gli stessi dirigenti della multinazionale svizzera: sui miliardari Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne pendono capi d’accusa per un totale di 28 anni di carcere tra aggravanti di disastro ambientale doloso e volontario, oltre alla mancanza di rispetto delle normative di sicurezza previste.
«Una novità sul panorama nazionale – dichiara Bassolino al processo – sono stati i 5 milioni di euro stanziati dalla Regione per assicurare sorveglianza speciale alle persone che sono state esposte all’amianto: abbiamo aggiunto in campo altre iniziative, come un piano regionale per l’amianto e un registro ufficiale dei mesoteliomi». Nonostante tutto la bonifica prosegue per le lunghe, dal momento che i depositi di amianto si sono rilevati a profondità maggiori del previsto.
«Il materiale era interrato anche di cinque metri – spiega la Iervolino - invece dei soliti tre, e l’effetto è stato una sensazionale ricaduta nei costi». Precisamente i 10 milioni archiviati per la bonifica dovrebbero diventare 25, mentre l’operazione per rimettere in sicurezza il territorio è solo al 50%. Dell’area dove una volta era stabilita l’Eternit si sta occupando la società “Bagnoli Futura”, a cui il Governo deve ancora consegnare 68 milioni di euro: è prevista la riedificazione di case, alberghi ed infrastrutture urbane. Ben più tangibili le 200 pagine di fascicolo contro i vertici Eternit, a cui si sommano le 6932 richieste di costituzione di parte civile.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







