La protesta è in bianco e nero

Dina Galano
02ok.jpg

INTERCETTAZIONI. Il giorno successivo al sì del Senato al disegno di legge, partiti e piazza sono in agitazione. Pagine vuote sui quotidiani, braccia fasciate in segno di lutto. Mentre si prepara una mobilitazione unitaria.

Invocato il dovere alla disobbedienza civile, si allarga la mobilitazione. L’approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni da parte del Senato ha riacceso gli animi di tutte le categorie colpite aprendo una stagione di opposizione che coinvolgerà la piazza, assicurano tutti. L’obiettivo è mantenere alta la guardia, almeno fino alla discussione a Montecitorio del provvedimento che ora giace in commissione Giustizia alla Camera per un nuovo esame. Le modifiche apportate al testo originario, infatti, hanno reso necessario il secondo passaggio e, malgrado le indicazioni del premier Berlusconi siano state inequivoche, più di una spinta interna alla maggioranza muove verso ulteriori ritocchi. Fino ad allora, la protesta sarà costante: magistrati, editori, giornalisti al fianco dell’opposizione non sembrano dare segnali di stanchezza.
 
Parte della pressione si deve anche agli interventi degli osservatori internazionali. Il Paese sta approvando una riforma delle intercettazioni che è riuscita a scomodare il governo Usa preoccupato per gli effetti sulla lotta alla criminalità organizzata e che ieri ha indotto la Commissione europea a dirsi «molto vigile su qualsiasi situazione che possa creare problemi». Sul fronte interno, il centrosinistra mostra i denti proponendo iniziative di piazza affinché «il governo ci ripensi». In molti prefigurano una manifestazione unitaria in cui possano convergere tutte le istanze.
 
È ciò che chiedono i fondatori di Articolo 21 Federico Orlando e Giuseppe Giulietti: «Di fronte alla gravità dell’accaduto - scrivono in una nota pubblica - non bastano le sole reazioni spontanee e la generosa iniziativa di tante associazioni, ma serve una grande azione internazionale e nazionale capace di unire quanti, nei partiti, nei sindacati, nei movimenti, hanno ancora a cuore la costituzione e lo stato di diritto». Un invito non dissimile da quello inoltrato al Pd da Luigi De Magistris, eurodeputato dell’Idv: «Si scelga una data e si decida una piazza per convogliare tutte quelle forze del centrosinistra che sono in Parlamento e fuori. Una grande mobilitazione unitaria e comune in difesa della libertà di informazione e della legalità».
 
Ancor prima di qualsiasi iniziativa referendaria, già paventata dai membri dell’Italia dei Valori, e ancor prima di qualsiasi appello al Quirinale, che ieri ha mostrato di gradire poco i continui riferimenti ribadendo l’imparzialità del proprio ruolo istituzionale. Un appuntamento, però, è già stato fissato dai sindacati di giornalisti ed editori che, denunciando «l’intento intimidatorio del ddl nei confronti della stampa», hanno scelto il 9 luglio per indire la massima delle proteste. «Lo sciopero dovrà coincidere con la giornata finale di discussione del ddl - ha confermato il segretario della Fnsi, Franco Siddi - altrimenti cambieremo la data».
 
Intanto i parlamentari dell’Idv da ieri portano una fascia nera al braccio in segno di lutto. Il bianco, invece, accomuna molte prime pagine dei quotidiani nazionali di ieri che, “imbavagliati”, hanno scelto di rappresentare il silenzio a cui l’informazione sarà costretta dalle nuove norme. Qualsiasi colore assumerà la reazione, il giudizio espresso sul ddl intercettazioni non ha bisogno di simbologie.  

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31