La verità dell’arcivescovo

Carlo Antonini

INCHIESTA. Il cardinale Sepe si difende dalle accuse della Procura di Perugia: «La necessità di reperire una casa per Bertolaso mi fu rappresentata da altri. Poi me ne disinteressai». Ma Lunardi non va dai pm.

L'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, indagato nell’inchiesta di Perugia sui Grandi eventi, si difende in una conferenza stampa. Ieri mattina presso il Palazzo Arcivescovile del capoluogo partenopeo, Sepe ha letto una lettera ribattendo punto per punto agli addebiti che gli vengono fatti dai pubblici ministeri di Perugia. Nelle stesse ore il Vaticano metteva online sul proprio sito internet l’archivio di Propaganda Fide, la congregazione vaticana che dal 2001 al 2006 è stata guidata proprio dal cardinale Sepe, finita al centro delle indagini sugli appalti per i “Grandi eventi”.
 
L’arcivescovo chiarisce subito di essere indagato da sabato scorso, assieme al deputato del Pdl ed ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, «per la responsabilità che ho avuto in quanto prefetto della Congregazione di Propaganda Fide». Poco dopo ha parlato dell’alloggio dato in uso al capo della Protezione civile Guido Bertolaso, della vendita all’ex ministro Lunardi di una palazzina in via dei Prefetti, nel pieno centro di Roma, e dei lavori di messa in sicurezza di un lato del palazzo di Propaganda Fide in piazza di Spagna, a Roma. Tutte operazioni della Congregazione che nella Capitale gestisce un patrimonio immobiliare molto pregiato, avvenute sotto la sua direzione nel 2005, nelle quali, secondo l’accusa, sarebbe coinvolto anche il costruttore Diego Anemone, personaggio centrale dell’inchiesta sui Grandi eventi.
 
La necessità di reperire una casa per Bertolaso, ha spiegato  l’arcivescovo, «mi venne rappresentata dal dottore Francesco Silvano», importante esponente di Comunione e Liberazione. «In prima istanza - continua Sepe - gli feci avere ospitalità presso il seminario, ma mi furono rappresentati problemi di inconciliabilità degli orari, per cui incaricai lo stesso dottor Silvano di trovare altra soluzione», perché «Bertolaso aveva bisogno di vivere in un ambiente più sereno poiché aveva qualche difficoltà». Ma l’arcivescovo aggiunge di avere completamente delegato la faccenda: «Non mi sono più occupato né sono venuto a conoscenza sia in ordine alla ubicazione sia in ordine alle intese e alle modalità».
 
La valutazione del palazzo in via dei Prefetti, venduto dalla Congregazione di Propaganda Fide all’ex ministro Pietro Lunardi, fu fatta in un momento in cui non esisteva ancora alcun acquirente: su questo dettaglio insiste la difesa del cardinale, contenuto tra l’altro anche nella lettera che l’arcivescovo ha letto in conferenza stampa. «Se il prezzo di vendita dell’immobile era basso», ha spiegato il cardinale, «è perché lo stabile presentava, in maniera evidente e seria, segni di vecchiaia e di precarietà».
 
Condizioni che avrebbero determinato sia l’intenzione di vendere che la valutazione e, dunque, il prezzo dell’immobile. Intanto, per l’interrogatorio di Pietro Lunardi dovrà dare l’autorizzazione il Tribunale dei ministri, perché lui non andrà spontaneamente dai Pm di Perugia. L’ex responsabile del dicastero delle infrastrutture è chiamato a rispondere del reato di corruzione aggravata.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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