Nuove discariche vecchie crisi

Ylenia Sina

CAMPANIA. Prosegue la mobilitazione dei cittadini di Napoli contro la gestione dei rifiuti e lo sversamento illegale.

Continuano le mobilitazioni dei cittadini nel napoletano. Protagonisti il Movimento difesa del territorio area vesuviana, il collettivo area vesuviana dell’area di Terzigno e il Presidio permanente contro la discarica di Marano e Chiaiano. I primi oggi pomeriggio incontreranno il Prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, per denunciare la repressione della quale sono stati vittime. È circa l’una di notte, tra il 4 e il 5 giugno. Delle quattrocento persone riunitesi qualche ora prima sulla panoramica di Boscoreale per un’assemblea pubblica, ne sono rimaste una cinquantina quando parte una indiscriminata carica della polizia che provoca sei feriti e il fermo di tre cittadini.
 
Il tutto nonostante la reazione pacifica dei manifestanti, per la maggior parte fermi ai lati della strada. «Un chiaro tentativo di criminalizzare un movimento che vuole difendere il proprio territorio da ulteriori discariche» commentano riferendosi alla volontà delle istituzioni di aprirne una  discarica nella Cava Vitiello, a Terzigno, nel Parco Nazionale del Vesuvio. Non molto distante, la discarica oggetto delle polemiche dei rappresentati della Commissione europea che, durante la visita a Terzigno, vi trovarono dei rifiuti tossici. Oltre il vulcano, nell’area nord est di Napoli, gli attivisti del Presidio Permanente contro la discarica di Chiaiano, martedì mattina, hanno occupato il comune di Marano chiedendo un incontro con il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, che «con il consiglio provinciale dello scorso 24 maggio ha optato ancora per discariche e inceneritori, scegliendo di non scegliere rispetto alle sorti della Cava Vitiello».
 
Così, in seguito alla protesta di martedì, alcuni rappresentanti del Presidio permanente saranno ricevuti lunedì mattina, alle ore 12. «Vogliamo delle indicazioni chiare sui tempi di chiusura della discarica e sulla bonifica dell’area» hanno spiegato. Perché «da troppo tempo l’area delle discariche di Chiaiano e Marano è sottoposta a un’opera criminale di sversamento abusivo di rifiuti di ogni tipo».  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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