Rodari fa il suo giro
TEMPI MODERNI. Il regista Giorgio Diritti dedica un omaggio alla poetica del più grande scrittore per ragazzi. "Novelle fatte al piano" è di scena a Roma nell’ambito della festa itinerante “La tribù dei lettori”.
Da oggi a domenica a Roma la I edizione de “La tribù dei lettori”, festa itinerante dedicata ai giovani che amano i libri, organizzata dalla Provincia e dall’associazione culturale PlayTown. Largo di San Rocco, Largo dei Lombardi, Piazza Mignanelli e Villa Borghese (Casina di Raffaello) saranno i luoghi dove si svolgeranno più di 150 appuntamenti, mostre, letture animate e laboratori e in cui i bambini potranno incontrare scrittori, disegnatori e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo.
Ad inaugurare l’evento sarà l’appuntamento, da non perdere stasera alle 21, con il pluripremiato regista di cinema Giorgio Diritti (miglior film agli ultimi David di Donatello con L’uomo che verrà, autore anche della celebrata pellicola Il vento fa il suo giro), che al Conservatorio di Santa Cecilia in via dei greci metterà in scena Novelle fatte al piano, adattamento teatrale curato da Federica Iacobelli di tre storie tratte da Le novelle fatte a macchina di Gianni Rodari con le musiche create da Daniele Furlati e la voce recitante e cantante di Luciano Manzalini. Il 2010 è l’anno delle ricorrenze per questo amato scrittore, vero e proprio poeta dell’infanzia, l’unico in Italia a ricevere nel 1979 l’Hans Christian Andersen Awards, considerato il più importante riconoscimento internazionale per gli autori di libri per ragazzi.
A novant’anni dalla nascita (avvenuta nel 1920 a Omegna sul Lago d’Orta) e a trenta dalla morte (nel 1980 a Roma), stasera Diritti dedicherà un omaggio alla poetica visionaria di questo importante scrittore. «Le novelle fatte a macchina di Gianni Rodari - ha spiegato Diritti - sono una raccolta di storie dense e colte, un materiale ricco di riferimenti alla musica, al cinema, al fumetto, alla storia della letteratura di genere e del teatro. Abbiamo associato, rimontato, giocato con immagini datate dagli anni Dieci agli anni Sessanta del Novecento per far rinascere l’universo terrestre ed extraterrestre rodariano sotto forma di una drammaturgia “filmica” e musicale, creata a partire da fotogrammi di documentari e film muti».
Speriamo così che ancora una volta Gianni Rodari riuscirà ad indicare ai giovani lettori, contro ogni conformismo, la strada giusta che «non portava in nessun posto», quella dell’immaginazione per affrontare il quotidiano e diventare adulti, che tutti raccontando “una frottola” sconsigliavano.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







