Silvio e i nemici togati

Augusto Romano

POLITICA. Il premier profetizza: «Mi dicono che la Corte costituzionale boccerà il provvedimento sulle intercettazioni». E attacca: «Siamo tutti intercettati». L’Anm: «Assurdo, le utenze controllate sono 120mila».

«In Italia ci sono 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltare e intercettate. Così non può essere in un Paese civile, non è vera democrazia, perché non è più tutelata la libertà di parola». Un popolo di spioni e di spiati secondo il premier Berlusconi che definisce «intollerabile» la situazione. Una visione che ricorda ‘Le vite degli altri’, il film che racconta le attività di intercettazione e spionaggio della Stasi nella ex Ddr. «C’è una piccola lobby - ha spiegato Berlusconi - di magistrati e giornalisti che si oppone alla legge che stiamo portando avanti. Ma già adesso il Codice penale dice che è proibito divulgare il segreto istruttorio e le telefonate».
 
Il presidente del Consiglio, di fronte alla platea di Confcommercio, ha proseguito il suo discorso sfidando il presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale: «Ora si parla di metterlo in calendario per il mese di settembre, poi bisognerà vedere se il Capo dello Stato lo firmerà e poi quando uscirà ai pm della sinistra non piacerà e si appelleranno alla Corte costituzionale che, secondo quanto mi dicono, la boccerà».
 
Parole che suscitano l’immediata reazione di Luca Palamara, presidente dell’Anm: «Tutti gli italiani sono spiati? è una vulgata. Sono le cifre a confermare che è assurdo dire che siamo tutti intercettati: nel 2009 le utenze telefoniche sotto controllo sono state 119.553. Ed è evidente che ad ogni ‘bersaglio’ corrispondano diverse utenze». Duro il segretario del Pd Bersani: «Anche in queste ore siamo inpresenza di affermazioni scomposte e proposte pericolose da parte del premier e del centrodestra Delle dichiarazioni di stamattina di Berlusconi mi ha fatto un’impressione quella in cui ha contabilizzato le intercettazioni fino a dare l’idea che saremmo in uno stato di polizia. Un terrorismo ad personam che non va bene». Per Di Pietro «il modello Berlusconi altro non è che un modello rivisto e corretto del regime di Mussolini con l’aggiunta del piduismo di Licio Gelli».
 
Angelo Bonelli, leader dei Verdi, aggiunge: «Il Presidente del Consiglio smetta di attaccare ad ogni uscita la Corte costituzionale e si occupi di disoccupazione, conti pubblici, stipendi, asili nido e servizi alla persona». Intanto continua la mobilitazione contro la legge bavaglio. L’Fnsi e l’assocazione Articolo 21 annunciano una manifestazione il primo luglio a Roma, in piazza Navona. «Una grande e inedita manifestazione nazionale - dicono Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 e Roberto Natale, presidente della Fnsi - contro ‘tagli e bavagli. Senza colori o simboli ma solo il tricolore e la costituzione».
 
Articolo 21 ha anche presentato l’Osservatorio Nazionale sulle notizie non date, diretto da Alberto Baldazzi in collaborazione con Mario Morcellini, docente di comunicazione alla Sapienza. è il tentativo di studiare e raccontare l’informazione televisiva. Si scopre così che il Tg1, il 22 aprile, giorno dello scontro feroce tra Fini e Berlusconi all’assemblea del Pdl, è riuscito a non pronunciare il cognome del presidente della Camera. D’altronde gli screzi tra i due erano stati derubricati come ‘congetture giornalistiche’ appena il giorno prima.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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