Smog, 6.000 morti ogni anno

Diego Carmignani
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AMBIENTE. Numeri agghiaccianti da un rapporto Nomisma presentato ieri: le polveri sottili responsabili di 5.876 decessi nel nostro Paese. Prestigiacomo: «Un decreto che limiti la circolazione dei mezzi pesanti».

C'è una strage silenziosa che riguarda tutti noi, nascosta dai media. Ebbene, una ricerca di Nomisma, presentata in occasione del convegno Vert dedicato al trasporto sostenibile, mette i numeri agghiaccianti in bella evidenza: le polveri sottili sono responsabili di 5.876 decessi all’anno nel nostro Paese. Di queste morti, 534 sono riferibili ai tumori maligni della laringe, della trachea, dei bronchi e dei polmoni, mentre, se si prendono in considerazione gli effetti acuti relativi a malattie del sistema circolatorio e respiratorio, il numero raddoppia, salendo a 953 decessi.
 
Il rapporto, che riporta i dati sui valori medi di concentrazione di Pm10 nel triennio 2006-2008, riguarda le prime quindici città italiane per popolazione, stilando una specie di lista nera, in cui svettano le grandi metropoli. Fatta eccezione di Roma (dove la concentrazione media annuale è pari 40,4), l’incubo Pm10 raggiunge i picchi nelle città del Nord, in particolare nell’area della Pianura Padana, con le performance più gravi a Milano (49,2), Torino (56,5), Bologna (41,3),Verona (47), Padova (46,7). La triste classifica “nera”, vede la Capitale primeggiare tra quelle dove le morti sono dovute presumibilmente da eccessivo inquinamento: a Roma sono 1.508, mentre a Milano 906 e Torino 813. In fondo alla conta delle vittime, figurano Bari (130 morti), Messina (124), Catania (110).
 
Ma le conseguenze dirette dell’eccesso di polveri sottili nell’aria che respiriamo non sono solo i danni per la salute. Come avviene per ogni mancanza sul piano della tutela ambientale, dal dissesto idrogeologico agli sversamenti illeciti, a rimetterci sono pure le casse dello Stato, vale a dire i soldi degli stessi cittadini colpiti. Ai polmoni e al portafogli. Nomisma sottolinea infatti come a Roma, Milano e Bologna nel solo 2007 si sia speso un totale di oltre 6,4 milioni di euro all’anno per ricoveri relativi a patologie respiratorie e cardiocircolatorie attribuibili all’inquinamento da polveri sottili. In particolare, nella Capitale le spese ammontano a un patrimonio di 3,8 milioni.
 
Una cifra che è la risultante del decremento delle retribuzioni contrattuali di competenza in base al numero dei ricoveri attribuibili al Pm10, dei costi relative a terapie adottate in contesti extra-ospedalieri (spese per farmaci e riabilitazioni, ad esempio). Calcolando solo i costi dei ricoveri ospedalieri, sottolinea Nomisma, la spesa scende a poco più di 5,3 milioni di euro. Come agire? Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha promesso un decreto legge che limiti, nelle aree a rischio, la circolazione dei mezzi pesanti. Nel frattempo, la conta dei morti si sarà certo allungata.
 
Duro il presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «I dati confermano quello che sosteniamo da anni: le morti per smog sono veri e propri omicidi di stato che avvengono nell’indifferenza».  Bonelli ha bollato come «ridicole» le promesse del ministro, ricordando come «non si è minimamente opposta al taglio dei 150 milioni di euro stanziati dal governo Prodi per la riforestazione e riqualificazione delle aree a più alto degrado ambientale. è necessario un piano per la mobilità pubblica».   

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Nuovo sistema di smaltimento dei r.s.u., non inquinante

Le discariche e gli inceneritori vengono ormai resi obsoleti da un nuovo sistema di smaltimento dei r.s.u.,che li incorpora,senza inquinare ed a basso costo, in blocchi di cemento,che si possono fare con forme e misure adattabili per molti impieghi. Un impiego importante sarebbe la messa in sicurezza,in modo semplice ed economico,di molti siti a rischio idrogeologico o dissestati,che abbondano sul nostro territorio. Posso dare informazioni dettagliate sul nuovo sistema a chi ne sia seriamente interessato.
Genova - aldocannavo@fastwebmail.it

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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