Tante domande sul Porto

Pietro Esposito (Terra Campania)

ANALISI. I riferimenti di Berlusconi all’inchiesta, stoppata, fanno nascere tanti interrogativi. Senza risposta.

Bufera su Silvio Berlusconi. Il premier, infatti, durante un attacco ad una parte della magistratura che «lavora contro il governo e gli interessi del paese», ha confidato che la procura di Napoli era intenzionata a bloccare il porto del capoluogo partenopeo per ragioni di sicurezza e salute pubblica. Secondo il primo ministro un’inchiesta degli organi competenti avrebbe ipotizzato il pericolo di disastro ambientale e per tale motivo ogni attività portuale doveva essere fermata. Il problema di questa drastica decisione era da ricercare in una vecchia rogna dell’inquinamento campano, ovvero nel mancato funzionamento del depuratore di Napoli Est, che già lo scorso anno aveva creato seri danni ai cittadini campani e alle coste della regione che risultavano, ovviamente, non balneabili.
 
Il depuratore riverserebbe i propri liquami addirittura nel Golfo. «Per fortuna siamo riusciti a bloccare la magistratura», ha detto il Cavaliere, facendo capire come il tentativo di bloccare il porto napoletano risalga a qualche settimana fa. I disastri ambientali in Campania sembrano non avere fine e dopo l’avvelenamneto del territorio, la perenne crisi rifiuti e la cancellazione della scorsa stagione balneare sul litorale domizio, che ha portato al sequestro di quattro impianti di depurazione, ora scoppia questa nuova e preoccupante “bomba”, che arriva direttamente dai vertici più alti del governo. L’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente, ha certificato che i valori dell’inquinamento sono oltre la media.
 
Negli impianti sequestrati si lavora per seguire le prescrizioni dei pm e probabilmente sarà necessario l’intervento della Protezione civile e la nomina di un commissario straordinario ad hoc. Ma le esternazioni di Berlusconi creano un giallo. Non si chiarisce a quale inchiesta si faccia riferimento e da Napoli il procuratore Lepore smentisce categoricamente questa rivelazione: «Non ho mai ricevuto dai miei sostituti alcuna richiesta di sequestro del porto». Due le indagini in corso della Procura: una sugli scarichi inquinanti delle navi in riparazione nello scalo marittimo, l’altra sul depuratore di Cuma. E allora, com’è possibile giustificare le parole di Berlusconi? Con chi ha parlato?
 
Secondo il responsabile del settore depurazione della Regione, Bruno Orrico, alla base ci sarebbe solamente un’incomprensione. «Berlusconi avrà frainteso. Effettivamente la Procura ha sequestrato oltre un anno fa due scarichi del depuratore di Napoli est. Il porto non è stato però certo chiuso per questo». La conferma arriva anche dall’ex assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini: «I provvedimenti giudiziari riguardavano due scarichi del depuratore, quello dell’Immacolatella e un altro. Provvedimenti sacrosanti: quell’impianto è un disastro. Non ho notizia e mi pare difficile che la Procura abbia mai avuto intenzione di bloccare l’intero porto».
 
Possibile che per un fraintendimento si sia sollevato un tale polverone? E se davvero c’era da ipotizzare il reato di disastro ambientale, la magistratura avrebbe lavorato contro gli interessi dei cittadini e non a tutela della salute pubblica? Restiamo così in bilico tra malintesti e punti di vista differenti.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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