Uno strumento contro il silenzio

Rossella Anitori
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DIRITTI. Nasce a Roma il primo sportello italiano contro la violenza sulle donne, attivo 24 ore su 24.

E' aperto ventiquattro ore su ventiquattro, trecentosessantacinque giorni all’anno. Offre sostegno sanitario e consulenza legale alle donne vittime di violenza. Opera all’interno dell’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, da cui è direttamente finanziato. Lo sportello “Donna H24”, gestito da Be free, cooperativa sociale contro tratta, violenze e discriminazioni, è il primo servizio del genere ad essere ospitato da un Pronto soccorso. Sia in Italia che all’estero.
 
«La maggior parte delle violenze si consuma nel silenzio - dice Oria Gargano, presidente di Be free -. Solo una piccola parte delle vittime denuncia, infatti, i maltrattamenti subiti. Anche se il numero delle donne che si rivolge al Pronto soccorso è in aumento. Mentre ai consultori, ai centri dell’associazionismo femminile e del volontariato sociale arrivano persone che hanno già deciso di chiedere aiuto per uscire da un legame violento, al Pronto soccorso arrivano donne diverse, non meno sofferenti, ma ancora incapaci di dare un nome a ciò che è avvenuto».
 
Storie di cadute accidentali e improbabili incidenti domestici dichiarati dalle donne all’arrivo in ospedale nascondono spesso episodi di violenza che le vittime, per lo più traumatizzate, non sono in grado di raccontare. Eppure riconoscerle, il più delle volte, è essenziale per aiutare la vittima ad avviare un percorso che gli permetta di superare il dramma vissuto. È proprio per intercettare la richiesta d’aiuto che Be free ha pensato ad un servizio attivo giorno e notte, in uno spazio tradizionalmente deputato a ricevere le urgenze. E ieri, a sei mesi di distanza dall’avvio di questo progetto, è stato possibile, in occasione del convegno organizzato dall’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini in collaborazione con la cooperativa sociale Be free, tracciare un primo bilancio del servizio.
 
«I dati raccolti confermano quelli diffusi dall’ultima indagine dell’Istat - continua Gargano -. La violenza sessuale e domestica è un fenomeno esteso e sempre più rilevante. Basti pensare che ogni anno in Italia muoiono ammazzate dal proprio partner oltre 150 donne». E quando il maltrattamento non uccide, fa ammalare. La violenza nei confronti delle donne ha infatti gravi conseguenze sulla salute mentale, fisica e sessuale, ed è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come un problema di sanità pubblica. È essenziale intervenire urgentemente.
 
«Per contrastare il fenomeno sono necessarie azioni sinergiche - sostiene la cooperativa sociale che gestisce il servizio -: sensibilizzare e informare, promuovere attività di educazione, prevenzione e cura, attivare rapporti di collaborazione tra le strutture che operano a livello territoriale». Lo sportello “Donna H24” nasce dall’integrazione tra il Know how ospedaliero e quello dei centri antiviolenza. Perché le pratiche dell’accoglienza nei confronti delle vittime diventino la regola e la catena delle violenze che colpisce milioni di donne ogni anno possa finalmente spezzarsi.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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