«Io sono rimasto a Napoli»

Valerio Ceva Grimaldi
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INTERVISTA. Nicola Oddati (Pd), assessore alla Cultura e candidato alle primarie di coalizione per il sindaco, spiega: «De Magistris? Chi partecipa alle primarie rinunci alle cariche ricoperte. Se perde, entra in giunta».

«No non sono andato via da Napoli. E non so l’eurodeputato Luigi de Magistris come fa a definire i conti del Comune di Napoli “disastrosi”. Che ne sa lui?». Esponente del Pd, uomo di fiducia del sindaco Iervolino, Nicola Oddati è stato consigliere comunale nel 2001, poi assessore a Sviluppo, Lavoro, Turismo e Mobilità. Ora ha la delega alla Cultura. Oddati, già in campo come candidato alle primarie di coalizione del centrosinistra per il sindaco, risponde duro alle parole del parlamentare europeo Idv, ieri su Terra
 
Cosa risponde a chi l’accusa di non esprimere alcun elemento di novità?
Innanzitutto che la vita di ognuno di noi è fatta di passato, presente e futuro. Per poter programmare il futuro è importante anche considerare cosa si è già fatto. Io ho sempre lasciato, nel mio lavoro, tracce positive: ho fatto istituire isole pedonali quand’ero assessore alla Mobilità, ho lavorato sul sostegno alle piccole e medie imprese all’epoca dell’assessorato allo Sviluppo. Da assessore al Lavoro ho stabilizzato più di 2000 Lsu, per esempio. Ed ora il grande evento del Forum universale delle Culture, che si terrà a Napoli nel 2013, porta indiscutibilmente la mia firma. Io non mi sono mai mosso da qui. E quindi è mio pieno diritto continuare quest’impegno.
 
Però il centrosinistra, a Napoli, è in difficoltà.
Certamente in questi anni ci sono delle cose che sono andate male. Innanzitutto c’è bisogno di migliorare la vita quotidiana delle persone: bisogna certamente fare di più. Ma avere grandi progetti, come il Forum delle Culture, come la riqualificazione del Centro storico e di Bagnoli, avrà certamente delle ricadute positive anche sulla qualità della vita quotidiana.

I conti sono un’altra grande emergenza. De Magistris ha avuto parole severe.
Non so come fa a dire queste cose. I tagli alle risorse operati dal governo agli enti locali sono stati rilevanti e hanno colpito in modo molto duro i Comuni del Sud. Catania, Palermo e Roma non hanno sforato il patto di stabilità solo perché hanno ricevuto sostanziosi aiuti dal governo Berlusconi. Anche noi non abbiamo sforato, ma senza avere un centesimo. Anzi...
 
Ma qualcosa bisognerà fare...
Certo, a Napoli la situazione non è delle migliori. Bisogna ridurre spese e sprechi e incrementare le entrate: migliorare i conti è fondamentale.
 
Le primarie sono una tappa imprescindibile?
Assolutamente sì. Io sono decisamente contrario a qualsiasi tavolo promosso dai partiti. In questi casi prevale spesso il candidato peggiore, quello con minore personalità. Invece è necessario ricostruire un rapporto con i cittadini, e poi i candidati si confronteranno con iniziative pubbliche, incontri, e dovranno illustrare chiaramente i programmi. Servono metodi limpidi.
 
Si prevede una stagione di polemiche?
Lo dico a chi si candiderà alle primarie: siamo tutti nello stesso campo. Ci sono storie e accenti diversi, ma chi vince andrà avanti col sostegno degli altri. Oddati si candida a fare il sindaco di Napoli, non ad andare al Parlamento nazionale od europeo. Chiedo che chiunque si candidi alle primarie rinunci alla carica che ricopre. Se vince, lo appoggiamo tutti. Se perde, rimane a lavorare nella squadra di governo cittadino. Io, a differenza di altri, sono in campo senza alcun tipo di paracadute. Mi piacerebbe che anche gli altri facessero lo stesso.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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