Bavaglio, le critiche dell’Onu

Piero Capponi
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DIRITTI Le Nazioni Unite bocciano il disegno di legge sulle intercettazioni e invitano al ritiro o alla modifica:«Nella sua forma attuale può minare la libertà di espressione». Frattini: «Sono profondamente sconcertato»

 
Le Nazioni Unite hanno chiesto al governo italiano di abolire o modificare il decreto legge sulle intercettazioni, noto anche come legge Bavaglio, annunciando inoltre una missione in Italia nel 2011 per esaminare la situazione della libertà di stampa e il diritto alla libertà di espressione. «Se adottato nella sua forma attuale – si legge in un comunicato redatto da Franck La Rue -, può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia». Franco Frattini, ministro degli Esteri, si è detto fortemente sconcertato della presa di posizione del rappresentante Onu, e ha risposto nel più ovvio dei modi: «In tutti i Paesi democratici il parlamento è sovrano e decide», salvo aggiungere, non senza fastidio, che «le proposte legislative prima vanno lette». Ma il sospetto che La Rue, incaricato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite di monitorare la situazione del diritto alla libertà di opinione e di espressione nel mondo, sappia quanto occorre per criticare il ddl, sembra non sfiora il responsabile della Farnesina. Eppure, nello stesso documento, il relatore spiega le ragioni della richiesta di soppressione o modifica: «Sono consapevole che la bozza è stata portata avanti per le preoccupazioni riguardo alle implicazioni relative alla pubblicazione di materiale processuale e al diritto alla privacy, ma la bozza di legge nella sua attuale conformazione non costituisce una risposta appropriata a tali preoccupazioni e pone una minaccia alla libertà d’espressione».
 
 
La Rue ha poi espresso apprensione per l’introduzione di una sanzione per giornalisti ed editori che pubblicano intercettazioni acquisite illegalmente prima dell’inizio di un processo. Violazione per la quale il ddl prevede fino a un mese di carcere. «Una tale pena, compresa la reclusione fino a trenta giorni e una multa fino a diecimila euro per i giornalisti e 450mila per gli editori, è sproporzionata al tipo di reato». Quanto sostenuto dalle Nazioni Unite conferma dunque i dubbi che hanno accompagnato il cammino della proposta: «L’impianto della legge potrebbe ostacolare il lavoro dei giornalisti ad avviare inchieste su questioni di interesse pubblico, come la corruzione, data l’eccessiva lunghezza dei processi in Italia, come messo in evidenza ripetutamente dal Consiglio d’Europa». Infine la disponibilità, offerta da La Rue, «a fornire assistenza tecnica per garantire che la legge rispetti gli standard internazionali per il rispetto della libertà d’espressione». Disponibilità che prevedibilmente non sarà presa in considerazione. «Ormai sul ddl intercettazioni il governo Berlusconi ha contro tutto il mondo - ha evidenziato Angelo Bonelli, presidente nazionale del Verdi . Quello che sta accadendo con il ddl intercettazioni è indecente: per l’ennesima legge ad personam il governo non esita ad attaccare principi costituzionali e democratici fondamentali come la libertà di stampa e a legare le mani a magistrati e forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata e alla mafia».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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