Biglietti da visita per Napoli
LA DENUNCIA. Le condizioni in cui versano le aree verdi nei pressi dell’aeroporto di Capodichino sono oggetto di una denuncia dei cittadini.
L'aeroporto internazionale di Napoli è sempre stato oggetto di attenzione da parte dei cittadini delle zone adiacenti per quanto riguarda problematiche di natura ambientale. In passato ci si era lamentati, tra le altre cose, del sempre crescente traffico aereo, con inevitabili aumenti delle emissioni nocive, o dell’inquinamento acustico causato da prove motori in orari di riposo notturno. Questa volta nell’occhio del ciclone dei comitati civici di Capodichino è entrato lo stato di assoluto degrado delle aree alberate e del verde di Via Oreste Salomone, di Via Fulco Ruffo di Calabria, di tutte le aree adiacenti lo scalo aereoportuale e gli ingressi della Tangenziale di Napoli.
Un protocollo d’intesa fra la società che gestisce l’impianto napoletano, la Gesac, e il Comune di Napoli stabilisce che la pulizia di queste zone spetta a Palazzo San Giacomo, ma è evidente che, allo stato attuale, la dovuta manutenzione promessa non è operata. I disagi creati da questa tale mancanza privano la cittadinanza delle uniche aree verdi di cui possono godere, a causa della presenza dell’aeroporto, che, si sa, a Napoli è praticamente nel centro del territorio cittadino comportando, per i napoletani, oltre che a un aumento dell’inquinamento atmosferico, anche numerose difficoltà legate al traffico delle autovetture e problemi di sicurezza.
L’aeroporto è ben collegato con la Tangenziale di Napoli e da lì è facile raggiungere in poco tempo ogni posto della città. Per questo motivo è abbastanza preoccupante che anche il raccordo autostradale cittadino, unico a pagamento in tutta Italia, non usufruisca dell’adeguata attenzione per le proprie zone verdi. Insomma dando un colpo d’occhio generale si tratta di un biglietto da visita non proprio confortante per chi atterra nel capoluogo partenopeo. La città, intesa sia per istituzione che per abitanti, per errati costumi non assegna mai la dovuta importanza al rispetto dell’ambiente e ce ne si rende conto subito arrivando con un aereo.
I promotori dei comitati civici si sono affidati al giusto strumento per manifestare tutto il loro disappunto e, dopo aver realizzato un servizio fotografico e un’accurata relazione, hanno consegnato tutto nelle mani del consigliere comunale Salvatore Parisi, il quale abita nei pressi di quelle zone. In una lettera indirizzata all’Assessore alla realizzazione e gestione dei parchi e giardini, Gennaro Nasti, e al presidente della IV Municipalità, Davide Lebro, si è dato sfogo a tutto il malcontento emerso dai rapporti delle persone del quartiere.
«Sono sicuro che i destinatari di questa lettera sono perfettamente consapevoli di ciò e che balbettare scusanti serve a ben poco se non si interviene in maniera risolutiva e continuativa. Il degrado ha comportato un “fai da te” distruttivo da parte di cittadini residenti in Via Oreste Salomone, francamente insopportabile e sintomo di una deriva tragica a cui occorre mettere riparo con azioni urgenti ed efficaci», spiega Parisi, che arriva a chiedere, in un’ottica generale della situazione ambientale cittadina, anche le dimissioni di Nasti, invitandolo a lasciare «un incarico così importante per la città a cui non si riesce a corrispondere adeguatamente».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







