Cosentino e l’ultimo dispetto
POLITICA Il coordinatore del Pdl cade sotto i colpi dei soliti sospetti. Dopo l’accusa di essere il referente politico dei Casalesi, il suo nome era nel registro degli indagati nell’inchiesta sull’associazione segreta P3
lla fine Nicola Cosentino ha ceduto e nel tardo pomeriggio di ieri ha rassegnato le dimissioni. Il suo nome, da qualche giorno, è nel registro degli indagati circa le indagini sulla P3. In precedenza, il sottosegretario è indagato per rapporti con la camorra e accusato dai pentiti di essere il referente politico del clan dei Casalesi. Qualche ora prima, il ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito, rispondendo a un’interrogazione del Pd durante il question time alla Camera, gli aveva reso l’ultimo omaggio: «La presidenza del Consiglio rileva che la vicenda si basa esclusivamente su notizie di stampa e non è in possesso di nessuna documentazione. Nessuna decisione quindi può essere responsabilmente assunta prima di conoscere fatti tutti da acclarare». Inoltre, «spetta esclusivamente alla magistratura l’accertamento di eventuali responsabilità penale », ha proseguito, e si intende «osservare il più rigoroso rispetto delle indagini». Non solo. «La presunzione costituzionale di non colpevolezza impone di non ascrivere le reponsabilità fino all’accertamento definitivo » dei fatti. «Pertanto comunica che nessun impegno può essere assunto». Il sottosegretario all’economia avrebbe deciso di rompere gli indugi dopo la conferenza dei capigruppo a Montecitorio, durante la quale era stato deciso che la mozione di sfiducia di Idv e Pd, firmata anche dall’Udc, fosse esaminata dall’Aula della Camera la prossima settimana; mercoledì sera o giovedì mattina, subito dopo il decreto legge sulle missioni internazionali.
Cosentino mantiene la carica di coordinatore del Pdl in Campania. Ieri pomeriggio, il coordinatore del Pdl Denis Verdini e Cosentino erano stati a Palazzo Chigi a colloquio con Silvio Berlusconi, il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto, il vice capogruppo al Senato Gaetano Quagiarello, il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa e il capogruppo in Senato del partito, Maurizio Gasparri. La decisione di fare un passo indietro evita così la conta sulla mozione di sfiducia che nella mattinata di ieri era stata calendarizzata alla Camera per mercoledì della prossima settimana. Il Pdl e Lega erano contrarie all’esame della mozione in luglio; la decisione è stata quindi presa dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, com’è previsto quando manchi accordo fra i gruppi sul calendario. La decisione di Fini aveva creato malumori nella coalizione di governo. Pdl e Lega erano contrarie all’esame della mozione in luglio; la decisione è stata quindi presa dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, come previsto quando manchi accordo fra i gruppi sul calendario. Il documento, non essendo prevista la sfiducia diretta per un sottosegretario, a differenza dei ministri, inviterà Cosentino a dare le dimissioni e il Governo a ritirare le deleghe. È stata invece rinviata a settembre la discussione dell’altra mozione, quella riguardante il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha espresso “netto dissenso” rispetmaggioto alla calendarizzazione della mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino presentata dalle opposizioni.
«Contestiamo questo metodo di lotta politica che sta usando l’opposizione per cui ogni giorno, magari chiedendo la diretta televisiva in pieno stile Samarcanda o Annozero, si fanno processi alla Camera», ha aggiunto Cicchitto parlando al termine della conferenza dei capigruppo. «Si era detto poi - ha concluso - di concentrare tutte le energie sulla manovra economica». Controreplica di Fabrizio Alfano, il portavoce del presidente Gianfranco Fini: «Fino a quando le regole attribuiranno al presidente della Camera la facoltà di decidere la calendarizzazione di un provvedimento quando non c’è l’accordo tra i capigruppo, Fini continuerà ad assumersi la responsabilità di calendarizzare i provvedimenti in assoluta libertà di coscienza». Cosentino ha quindi ceduto alle presssioni che provenivano anche da parte di alcuni esponenti del Pdl. Seguendo la strada aperta da Claudio Scajola e battuta anche da Aldo Brancher. Discorso a parte la decisione per quanto riguarda la Campania. Dove l’ormai ex sottosegretario resta coordinatore del Pdl. Secondo alcuni, dietro la decisione ci sarebbe la volontà di non darla vinta ai finiani e al corregionale Italo Bocchino in particolare. Una decisione approvata dallo stesso Berlusconi.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







