E' tempo di bilanci

Riccardo Bottazzo (Terra a Nordest)

REFERENDUM. A due settimane dalla conclusione della raccolta firme sull’acqua pubblica.

A un paio di settimane dalla scadenza delle consegna delle firme in Corte di Cassazione, il 19 luglio, per il Forum a sostegno dell’acqua pubblica è venuto il momento di un primo bilancio della campagna referendaria. E il bilancio non può che essere positivo. In tutto il Paese sono state raccolte oltre un milione di firme. Il doppio delle 500 mila necessarie per depositare i tre quesiti. E anche il Veneto ha fatto la sua parte. Valter Bonan, presidente regionale dei movimenti per l’acqua, parla soddisfatto di “un risultato quantitativo e qualitativo, per partecipazione e distribuzione territoriali, che non ha riscontri in iniziative simili nella storia del nostro Paese”.
 
In una conferenza stampa svoltasi sabato scorso alla Cgil di Venezia, i coordinatori della raccolta firme hanno “dato i numeri” della campagna: in tutto il Veneto sono state raccolte già 91 mila 520 adesioni ai quesiti referendari. Ricchissimo e variegato l’arcipelago di associazioni, movimenti e comitati che hanno partecipato attivamente alla campagna organizzando banchetti informativi, raccogliendo le firme e successivamente recuperando i certificati elettorali indispensabili per validarle. Una solida base di cittadinanza attiva e di democrazia dal basso che ha saputo far rete ed a cui adesso spetta il difficile compito di informare, coinvolgere e portare alle urne perlomeno la metà dei cittadini italiani con diritto di voto.
 
“A questo scopo – ha spiegato Bonan – sarà indispensabile gestire al meglio l’informazione. Bisogna far comprendere alla gente che l’acqua è di tutti e non può essere privatizzata. In ogni Stato dove la gestione dell’acqua è stata privatizzata, si è tornati indietro: i costi sono aumentati ed è peggiorata la qualità e la quantità del servizio. Anche in italia la regola non è venuta meno. Nelle due uniche realtà in cui già operano società a capitale misto, Agrigento e Arezzo, i costi al metro cubo sono maggiori di circa un buon 30%”.
 
Sarà una battaglia dura, ha concluso Valter Bonan, perché i sostenitori della privatizzazione hanno già messo in moto le loro pedine per spartirsi questa preziosa risorsa. Uno degli ultimi atti di governo della giunta regionale di Giancarlo Galan, è stata infatti la fondazione di Acque Veneto Spa, una società di diritto privato che dovrebbe occuparsi della riorganizzazione dell’acquedottistica secondo la legge Ronchi. Sempre che il referendum non sancisca prima che i beni comuni debbono rimanere comuni.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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