Ecomafie di casa nostra

Riccardo Bottazzo (Terra a Nordest)

DOSSIER. Secondo Legambiente il Veneto è la seconda regione del Nord per numero di reati ai danni dell’ambiente.

Grandi opere e traffico dei rifiuti. Due settori che non conoscono crisi. Due settori in cui la criminalità organizzata continua ad investire denaro sporco ed a ricavarne enormi guadagni, condizionando la democrazia e le politiche di gestione del territorio. Le numerose operazioni condotte dai carabinieri del Noe negli ultimi mesi, testimoniano come il Veneto ha assunto un ruolo da protagonista nei traffici illeciti. Il 24 giugno scorso la procura di Padova ha scoperto un traffico di rifiuti spacciati per materia prima e fatti arrivare nella Repubblica popolare cinese.
 
Si trattava di sostanze altamente tossiche e pericolose contrabbandate come normali merci o come rifiuti già trattati. L’operazione denominata “Serenissima” ha portato ad un’ordinanza di custodia cautelare e numerosi provvedimenti di arresto domiciliare nei confronti di titolari e dipendenti di aziende dedite alla gestione dei rifiuti a Padova e Rovigo. Le ipotesi di reato contestate agli arrestati sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e falso documentale. La procura ha documentato il trattamento di oltre 230 mila tonnellate di rifiuti altamente tossici, per lo più carta e plastica contaminata con inquinanti di diversa natura, che sono salpati dai porti di Venezia verso la Cina.
 
Il valore dei beni sequestrati si aggira sui 60 milioni di euro per un volume di affari stimato in circa 6 milioni di euro. I rifiuti venivano utilizzati nel paese asiatico per produrre articoli di vario tipo destinati al mercato europeo con evidenti rischi di tossicità tanto i futuri consumatori di casa nostra quanto per gli operai cinesi. Ancora il porto di Venezia, secondo i carabinieri, è lo svincolo di un’impressionante mole di amianto killer non trattato: una fibra che secondo gli ultimi dati dell’Ispesl ucciderebbe in Italia circa 4 mila persone ogni anno. «Il porto di Venezia si rivela, dunque, ancora una volta la testa di ponte di traffici illeciti di rifiuti destinati in Estremo Oriente – ha spiegato Michele Bertucco, responsabile veneto di Legambiente presentando il rapporto Ecomafia 2010 -.
 
Nonostante la crisi, l’immenso giro d’affari dei reati contro l’ambiente ha visto aumentare il suo fatturato superando i 20 miliardi di euro all’anno». Per quanto riguarda i reati accertati, la nostra Regione si colloca nell’undicesima posizione con 777 reati al primo posto la Campania con 4874 infrazioni. Il Veneto è la seconda regione del nord Italia dietro la Liguria con 1231 reati accertati con un forte incremento, come abbiamo visto, nel cosiddetto ciclo dei rifiuti tossici.
 
«Di fronte ad una profonda crisi del settore immobiliare, le holding del cemento abusivo stanno facendo affari d’oro - conclude Bertucco -. L’abusivismo organizzato opera in nero in tutta la sua filiera, dall’acquisto dei materiali, alla manodopera e all’utilizzazione e alla vendita del bene, selezionando le occasioni migliori e a maggior valore aggiunto quali ad esempio, ville costiere, cascine in aree naturalisticamente pregiate».  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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