Il coraggio del proprio desiderio
SCHERMAGLIE. "Maria’s Lovers" è il primo film realizzato negli Stati Uniti dal russo Konchalovskij, una ricerca appassionante sulle ragioni della crisi di un uomo di fronte a una donna.
Finita la Seconda guerra mondiale, Ivan Bibic, cittadino americano di origini slave, torna a casa dopo la sofferenza e gli orrori vissuti in un campo di prigionia giapponese. Ritrova Maria, la ragazza della sua adolescenza idealizzata nei lunghi anni di guerra, e le propone di sposarsi: i due ragazzi si sono sempre amati, ma il matrimonio fa emergere una difficoltà insormontabile di Ivan ad avere rapporti con Maria, adorata a tal punto da divenire un’immagine ideale e astratta. Il loro legame naufraga e si separano: Ivan fugge lontano, mentre Maria ha il suo primo rapporto con un seduttore cantastorie di passaggio in paese, del quale resta incinta. Solo con la nascita del bambino Maria e Ivan si ritrovano, riuscendo a trasformare il loro rapporto e trovare la strada per amarsi realmente.
Maria’s Lovers è il primo film realizzato negli Stai Uniti dal russo Konchalovskij, che aveva al suo attivo alcune opere e una prestigiosa collaborazione come sceneggiatore con Tarkovskij: come spesso avviene, la migrazione artistica non produce dei risultati totalmente convincenti, poiché si avverte lo spaesamento di un autore a muoversi in un contesto culturale e umano che non gli è proprio. Tuttavia in questo film Konchalovskij riesce ancora a proporre il suo linguaggio, che certamente ha poco a che vedere con quello hollywoodiano, rappresentando il mondo degli immigrati slavi con uno sguardo e un’attenzione alle immagini che esulano dalla piatta economia naturalistica, immettendo una qualità visiva a tratti visionaria, a tratti lirica, che richiama la tradizione alta della cinematografia russa.
Ma il punto di forza del film è senz’altro la storia dei protagonisti, l’evoluzione della loro dinamica di rapporto, che coinvolge in una ricerca appassionante sulle ragioni della crisi di un uomo di fronte al desiderio di una donna, disseminando il racconto di indizi: la sedia vuota dove si incontravano Ivan e Maria adolescenti abbandonata da anni in un campo, il ratto insanguinato che assale Ivan nei suoi incubi, spostano il significato del crollo del protagonista da una generica insufficienza, nell’ambito latente di un odio feroce mascherato dall’amore idealizzato per Maria, resa irraggiungibile. Il superamento della lunga crisi di Ivan avviene non a caso dopo la ribellione di Maria, che ha il coraggio del proprio desiderio prendendosi la libertà di viverlo con un altro uomo e di far nascere da sola il suo bambino: la forza toccante di questa immagine femminile, che ha il volto bellissimo e intenso di una giovanissima Kinski, resta dentro ed è un regalo a ogni donna.
Maria’s Lovers (Usa 1984) Drammatico, durata 103’, regia Andrej Konchalovskij,
con Nastassja Kinski, John Savage, Keith Carradine, Robert Mitchum
Premium cinema: mer.7 h.11.30/gio. 8 h.4.20
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







