Il Vesuvio dimenticato
RIFIUTI. Poco si parla dei cittadini che lottano per difendere il territorio e il Parco dalla seconda discarica.
Dicembre 2009: Guido Bertolaso dichiara finita l’emergenza rifiuti in Campania, prospettando un periodo positivo per la regione. Questa storia, però, può essere raccontata in tv o ai giornali. Non di certo a chi vive costantemente in prima persona quella che non è più un’emergenza, ma da anni una realtà. Passano pochi mesi, maggio 2010: «Chi pensa che la situazione rifiuti in Campania sia risolta sbaglia di grosso». Ma non era tutto finito? È proprio in questo momento che i riflettori vengono puntati sul Parco del Vesuvio, dove viene proposta la realizzazione di una seconda discarica.
La questione per i paesi vesuviani di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase non è cosa nuova: già da mesi i cittadini e i comitati sono in lotta per difendere il proprio territorio. Il no alla discarica arriva anche dalla delegazione dei parlamentari europei giunti a Terzigno dopo l’interrogazione portata a Bruxelles dall’europarlamentare Cozzolino. Il progetto di una discarica alle pendici di un vulcano, in un’area verde, che sorge vicino a zone abitate deve essere sembrato assurdo anche a loro. Ma la zona vesuviana e le realtà organizzate in difesa del territorio non sembrano fare notizia. Le immagini della guerriglia urbana di Chiaiano, i cumuli di immondizia nel centro di Napoli fecero il giro del web e dei notiziari, sconvolsero il paese e crearono situazioni di panico.
Quello che accade oggi non sembra fare notizia, come lo scontro del 4 giugno quando a Boscoreale dove alcuni manifestanti, che per protesta occuparono la strada, vengono caricati dalle forze dell’ordine. Lo scontro provocherà sei feriti, di cui nessuno parlerà. Le discariche sono quasi tutte sature, e la fatidica emergenza rifiuti sta per tornare. Il susseguirsi di queste situazioni, non ha mai portato chi di dovere a chiedersi se l’alternativa promossa dai movimenti ed i cittadini, come il trattamento a freddo dei rifiuti, un piano di raccolta differenziata o un nuovo piano rifiuti deciso dalle comunità locali, non sia una valida alternativa. Alternativa per ora vittima della sordità generale.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







