Il volto del cinema italiano
RASSEGNA. Fuori dalle grandi distribuzioni o dai circuiti che contano. Ecco "Cinematografo Poverania", la manifestazione che ha dato visibilità alle giovani produzioni del nostro Paese.
I film che restano esclusi dal mercato e dalle sale? Contribuisce a farli conoscere Cinematografo Poverania, “mostra permanente del cinema indipendente italiano” di cui recentemente si è svolta - con oltre 50 serate - la terza edizione a Roma e in questi giorni è sbarcato anche a Venezia.
Com’è nato il progetto?
Dall’esigenza - dice il responsabile, Matteo Sapio - di fornire uno spazio alle infinite produzioni “no-budget” che non hanno visibilità, offriamo a tutti l’opportunità di affrontare il pubblico. L’obiettivo è creare un piccolo network di distribuzione alternativa. Per ora, a Roma e in Italia disponiamo perlopiù di bugigattoli disorganizzati, intanto però un film che entra in Poverania può accedere a più sale. In più, all’ultima edizione sono cominciati ad arrivare autori da tutto il Paese, in un confronto e uno scambio che aiuta a creare professionalità.
Quanti titoli avete ospitato finora?
Quasi quaranta. Di base lungometraggi, con qualche eccezione di documentari. Per la maggior parte in Italia rimangono ignorati, mentre all’estero magari ottengono anche riconoscimenti come Apollo 54, che ha vinto un premio al Festival di Fantascienza a Brooklyn. A volte si rimane nel vedere la bravura, soprattutto le invenzioni di questi lavori.
E rispetto ai cambiamenti del mondo di celluloide?
Diciamo basta alla politica lamentosa, abbandoniamo un mercato e un modo di pensare superati. Il cinema ormai ha 100 anni e si sta un po’ reinventando, come nel caso della rivoluzione del 3D. è l’era del digitale, un mezzo abusato che porterà a un’inflazione di titoli inutili, però l’importante è che offra possibilità, come YouTube e le IPTV. Per cui noi cerchiamo soprattutto di spingere a una crescita, nel senso che le persone vengono a vedere i nostri film e magari dicono: “è uno schifo, so fare di meglio”. Più che garantire una visibilità per forza, il nostro messaggio perciò è: “si può fare”.
Quindi state guardando anche alla Rete?
Internet diventerà il mezzo attraverso il quale passeranno tutte le informazioni, e questo apre delle opportunità. Se realizzo un film, creando un mio canale posso metterlo on line. E qui arriviamo al punto: se a oggi c’è stato un mercato da un miliardo di persone, da domani ci saranno un miliardo di mercati da duemila persone. Con noi ci sono anche i ragazzi che gestiscono Bizzarrofilm, un sito che si occupa di queste produzioni e ha più di diecimila accessi al mese. A dimostrare che la Rete ti permette di raggiungere chi vuole vedere il tuo lavoro e così non deve necessariamente aspettare le grazie di un distributore.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







