L’Aniene rischia di scomparire

Antonio Barone (Terra Lazio)
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LA DENUNCIA. Tra le cause vi sono i prelievi delle acque e delle sorgenti e lo sfruttamento incontrollato per agricoltura e turismo.

Il fiume Aniene, uno dei principali affluenti del Tevere, è da sempre una importante risorsa idrica per gli abitanti di Roma e del Lazio, ma oggi gode di pessima salute. I segnali che fanno prevedere addirittura la scomparsa del fiume sono il depauperamento della portata (dimezzata rispetto ai minimi registrati negli ultimi decenni) e l’inquinamento delle acque.
 
Secondo l’associazione “Insieme per l’Aniene” le ragioni del peggioramento delle condizioni del fiume sono vanno dai «prelievi delle acque e delle sorgenti per motivi legati all’espansione edilizia ad uno sfruttamento incontrollato per agricoltura e turismo dagli interventi sulle rive, che hanno aumentato il rischio di inondazioni all’utilizzo del corso d’acqua come una discarica, sia da parte dei cittadini che delle imprese, all’operato dell’Acea che cura il servizio di captazione, approvvigionamento, trasporto e distribuzione dell’acqua».
 
L’abbondanza che ha sempre caratterizzato l’affluente del Tevere sembra ormai un lontano ricordo. L’unica sorgente rimasta ad alimentare il fiume, quella del Pertuso, è soggetta a numerosi prelievi. Per questa ragione il Comitato per l’Aniene ha lanciato l’allarme chiedendo che «anziché effettuare ulteriori prelievi alla sorgente Pertuso», come vorrebbe l’Acea per far fronte alla scarsità di acqua, «bisognerebbe procedere al risanamento delle reti idriche per evitare lo spreco determinato dalle perdite dell’acquedotto del Simbrivio, che raggiungono, secondo uno studio della stessa Acea, picchi di dispersione del 50%».
 
A temere per il futuro del fiume non è però soltanto l’associazione ma anche tutti i cittadini consapevoli che la scomparsa del corso d’acqua comporterebbe anche quella della Valle stessa. A sollevare il caso Aniene in Consiglio regionale sono stati i Verdi che con il presidente nazionale e capogruppo alla Pisana Angelo Bonelli, in concomitanza con la convocazione dei sindaci dell’Ato2 alla Provincia di Roma, hanno chiesto un immediato «tavolo di confronto per la risoluzione dell’emergenza idrica di Velletri, con metodi partecipati e soluzioni ecologiche che evitino ulteriori prelievi di acqua dalla sorgente del Pertuso del fiume Aniene».
 
Gli ecologisti contestano infatti il progetto, riproposto dal Commissario straordinario per la captazione della sorgente del Pertuso, che prevede un prelievo di 690lu/s di media annua con un impianto idoneo a prelevarne molta di più, mentre nulla è stato fatto per ridurre gli sprechi, le perdite e le captazioni abusive. Per i Verdi è necessario «sospendere subito» il progetto che va in contrasto con le conclusioni delle commissioni scientifiche interpellate e convocare un tavolo partecipato di reale confronto sui prelievi, che tenga conto dell’assetto idrogeologico e della salvaguardia dell’ecosistema fluviale.
 
«Se non si ferma il progetto si rischia il prosciugamento del fiume» denuncia il presidente dei Verdi laziali Nando Bonessio che conclude: «L’emergenza idrica non sia il pretesto per aprire le porte alle mire speculative di chi intende lucrare sul bene più prezioso, giocando pericolosamente con le necessità dei cittadini e la fragile tenuta dell’ecosistema locale».  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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