L’orgoglio uruguagio e il primato di Klose

Alessio Nannini
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SUDAFRICA. A Porth Elizabeth si gioca oggi la finale per il terzo posto nel Mondiale fra Germania e Uruguay. In Messico nel 1970 ebbero la meglio i tedeschi per un gol a zero.

Miroslaw Klose, uno fra i giocatori più attesi dell’intera competizione, potrebbe saltare l’ultima partita del Mondiale per problemi alla schiena rimediati nella semifinale persa contro la Spagna. Sarebbe un colpo di scena, l’ultimo della rassegna iridata che ha già consegnato alla storia di questa competizione una finale inedita e tra squadre che mai hanno vinto la coppa. Klose, che gioca (non sempre) con il Bayern Monaco, dà il suo meglio con indosso la maglia tedesca: quattro reti in Sudafrica, che sommate alle cinque in Germania e in Giappone e Corea sommano quattordici.
 
Ovvero una in meno del brasiliano Ronaldo, primatista di sempre della specialità. Per questo la finale per il terzo posto di oggi si arricchisce di un elemento in più: a trentadue anni il centravanti tedesco avrebbe l’ultima possibilità per migliorare una carriera già prestigiosa. Alle sue spalle Joachim Loew impiegherà molti fra coloro che hanno trovato poco spazio nelle precedenti sei partite. Una sorta di ricompensa all’impegno, come spesso avviene per questa partita di consolazione, utile sovente a sancire il miglior marcatore del Mondiale e a dare spazio alle riserve.
 
La Germania arriva a giocarsi il podio per la seconda volta consecutiva. Quattro anni fa, sconfitta dagli azzurri in semifinale, battè il Portogallo in un incontro senza storia: tre a zero grazie alla doppia marcatura di Schweinsteiger e all’autorete di Petit. Il punto della bandiera dei lusitani fu firmato allo scadere da Nuno Gomes, a fine carriera nella Nazionale.
 
L’Uruguay, nuova antica conoscenza del calcio mondiale, ha invece motivazioni diverse. La squadra di Oscar Tabarez ha già ottenuto il massimo dal torneo, ma il terzo posto darebbe ulteriore prestigio al sorprendente percorso della Celeste. Rientreranno inoltre gli squalificati Luis Suarez e Jorge Fucile, e in forse è il capitano infortunato Diego Lugano. Per loro sarà partita vera, anche perché due degli avanti, Diego Forlan e appunto Suarez, hanno appena una rete in meno dei capocannonieri David Villa e Wesley Sneijder.
 
Otto anni fa a Daegu, in Corea, i padroni di casa e la Turchia offrirono spettacolo: Sukur segnò dopo dieci secondi stabilendo il record di gol più veloce di ogni Mondiale. Poi il pareggio coreano, e subito dopo il nuovo vantaggio di Mansiz che replicò nella seconda frazione. Finì tre a due per i turchi, ma fu una grande festa per due squadre che a inizio del torneo mai avrebbe pensato a un epilogo tale.
 
Avanti dunque alla sfida fra tedesci e uruguagi. I precedenti sorridono alla Germania: nel 1970 vinse con un gol di Overath proprio nella finale per il terzo posto. Poi, più recentemente, due successi ben più larghi: 4-1 e 5-0 nelle amichevoli del 1992 e 1993. Da quanto visto finora, a Porth Elizabeth il copione sarà diverso.  

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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